Matteo Renzi: “Dobbiamo riaprire e ripartire, con il coronavirus dovremo convivere”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:53

Il fondatore di Italia Viva dalle colonne dell’Avvenire pone all’Italia un’altra opzione, quella di riavviare la produzione e ripartire, “perché il virus non andrà via in tempi brevi e forse saremo costretti a conviverci”.

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Ripartire

La parola d’ordine che Matteo Renzi ripropone ancora una volta, oggi sulle pagine del quotidiano di ispirazione cattolica l’Avvenire, è “Ripartire”.  Riaprire l’Italia al lavoro: “Perché non possiamo aspettare che tutto passi – dice renzi – perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere uno, fose due anni con il virus”.

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Un’Italia che prega e assiste

L’immagine che Renzi ricostruisce dell’Italia è quella di un paese in grande difficoltà: “Basta guardarsi intorno e leggeremo negli occhi di chi ci sta accanto angoscia, disorientamento, paura e incertezza. C’è il dolore profondo e senza fine per i troppi morti. Ma c’è anche un’altra storia di valori, umanità, impegno e coraggio. Le famiglie non escono di casa, ma tornano a pregare. ll mondo che ragionava solo di eutanasia difende la vita senza nessun tentennamento e fa quadrato attorno ai più fragili: gli anziani, i malati…”

La vita deve riprendere

Renzi è convinto che il virus sarà qualcosa con cui dovremo convivere: “Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. L’Italia non può stare ibernata per un altro mese perché così si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate. E per questo che le istituzioni devono agire senza perdere nemmeno un giorno. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe. Sì, non ci scambieremo il segno della pace ma torneremo a messa o almeno a fare l’adorazione insieme.

Tutto riapra perché tutto riprenda

“Bisogna garantire gli esami: il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle “medie” e i 2 milioni 700mila delle “superiori”. Tutti di nuovo in classe, mantenendo le distanze e dopo aver fatto comunque tutti un esame sierologico: una puntura su un dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus. È probabile che tanti ragazzi abbiano già contratto il Covid senza mostrare sintomi: sarebbe uno screening di massa importante”.

Il Cura Italia non serve

Renzi critica il provvedimento del governo Conte che dovrebbe far ripartire il paese dopo il virus: “Ogni tipo di richiesta di denaro va sospesa: tasse, affitti, mutui. Lo Stato deve dare garanzie alle banche e le banche devono garantire liquidità. Il “Cura-Italia” è un incomprensibile fiume di parole. Le autocertificazioni per spostarsi cambiano ogni giorno: facciamo un’autocertificazione in meno e un tampone in più”.

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Coronavirus, ecco perché Avigan non è panacea per morbo(GettyImages)
(GettyImages)

…Ma la gente ha paura di ripartire

La paura c’è e andrà messa da parte: “La stagione del coronavirus ha un prima, un dopo, ma anche un durante. E nel durante bisognerà fare i conti con la realtà. Per un anno non ci daremo più la mano. Non staremo più attaccati nelle tavolate in pizzeria, si andrà al cinema e al teatro mantenendo la distanza di sicurezza. Si eviteranno i posti affollati e si lavorerà di più da casa. Si vivrà diversamente, ma si vivrà. La peste del 1348 a Firenze creò il Rinascimento…”

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