Conte: “Serve uno strumento di debito comune, è una grande sfida per l’Europa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:21

Il premier nel corso di una lunga intervista al quotidiano spagnolo El Pais spiega perché i nuovi provvedimenti europei possono essere una svolta epocale.

Il richiamo all’Europa

La discussione tra le due opzioni presentate al consenso dell’Unione Europea, MES e Coronabond, è ancora molto fitta. L’Europa è letteralmente spaccata in due e il tono è abbastanza acceso: “L’Italia chiede che l’Europa affronti la crisi rappresentata dal coronavirus con un unico strumento di debito comune. Adesso o si raccoglie questa sfida o qualcuno verrà lasciato indietro…” dice Giuseppe Conte in un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais.

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Sfida storica

“Qui non si tratta di una crisi economica che ha toccato alcuni Paesi meno virtuosi di altri. Qui non c’è una distinzione che ha a che fare con i sistemi finanziari. Questa è una crisi globale senza precedenti, prima sanitaria e poi finanziaria: è una sfida storia che per l’Unione Europa che chiede una grande collaborazione e un fortissimo spirito comunitario – dice Conte. “Stiamo limitando i diritti costituzionali dei nostri cittadini e l’Europa deve reagire evitando tragici errori è vero che l’Italia e la Spagna sono i paesi più esposti al momento, ma domani potrebbero esserlo tutti. I numeri, purtroppo, stanno aumentando in tutti i paesi e questa emergenza colpirà indifferentemente tutti i paesi membri dell’Ue. Anche quei Paesi che ragionano con uno sguardo vecchio, superato”.

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Conte chiede maggiore unione all’UE per affrontare il coronavirus – meteoweek.com

Un’Unione Europea all’altezza

La definizione stessa di Unione Europea è in discussione: “Siamo sicuri che se l’UE non sarà all’altezza della sua vocazione e del suo ruolo in questa situazione storica, i cittadini avranno ancora fiducia in essa o la perderanno definitivamente?” si chiede Conte… “alcuni problemi verranno risolti in corso d’opera, come per esempio la procedura di ripartenza di scuole e università, ma è prematuro dire quando terminerà il blocco. Quando il comitato scientifico afferma che la curva inizierà a scendere, possiamo studiare le misure di rallentamento. Ma dovrà essere tutto molto graduale”.