Coronavirus, sempre più bare a Bergamo: “Non sappiamo dove metterle”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53

Il comandante dei carabinieri della città “cardine” del virus spiega la situazione. “Emilia Romagna e Piemonte sono pieni. Abbiamo gestito oltre mille bare in un mese”.

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Ci sono tante situazioni che stanno complicando ancora di più la gestione dell’emergenza Coronavirus. Una di queste riguarda la gestione delle salme delle persone che non riescono a vincere la loro battaglia contro il Covid-19. Stanno aumentando, decine dopo decine nel corso delle varie giornate. E il problema in particolare riguarda l’accumulo delle bare, specialmente per quanto riguarda la loro disposizione nei vari cimiteri. A Bergamo la situazione è sempre più complicata, come si è visto con i primi “viaggi della morte” da parte dei militari dell’esercito.

E a rendere ancor più critica la vicenda ci pensano le parole di Paolo Storoni. Il comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo ha rilasciato un’intervista per il Corriere della Sera. È lui stesso a far capire, senza mezzi termini, che non sa dove mettere le nuove bare che contengono le nuove vittime del Coronavirus. “Ora cercherò in Toscana. L’Emilia è piena, ho chiesto a Ferrara, a Bologna, nulla. Stessa cosa in Piemonte, anche se hanno dissequestrato il forno di Biella ma lì ci mettono quelli di Trecate e sono tanti. In Veneto il forno di Vicenza è scoppiato. Ho portato alcune bare due giorni fa a Gemona, in Friuli, ma adesso devo per forza spostarmi verso il Centro Sud“.

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L’immagine emblematica di qualche sera fa a Bergamo – meteoweek.com

Storoni spiega che è necessario portare fuori le bare da Bergamo. E questo perchè la situazione dei forni crematori nei dintorni della città orobica, centro nevralgico del Coronavirus in Italia, è tra le peggiori. “La situazione è critica perché il forno crematorio di Bergamo non ce la fa a smaltire l’impressionante richiesta. Siamo a circa mille funerali in un mese contro una media di cento. E non è facile trovare posto nelle altre strutture del Nord. Mi trovo a dirigere un drammatico traffico di bare, come un vigile che indica la giusta direzione. Questo serve e questo faccio perché ritengo utile aiutare i Comuni della Bergamasca in un momento così difficile“.

La giornata di ieri è stata una delle più pesanti sul fronte del trasferimento delle bare. Centinaia sono state le salme che sono state trasportate fuori dalla città di Bergamo, come svela lo stesso comandante Storoni. “Noi militari, cioè Carabinieri ed Esercito, fino a ieri abbiamo fatto quasi 400 trasferimenti, un conto al quale non si riesce a star dietro. Il fatto è che molte famiglie ora chiedono la cremazione e il sistema non è pronto ad assorbire numeri così imponenti. Il nostro lavoro è accompagnare con pietas i corpi di questi nostri concittadini come se fossero i nostri cari. È gente che in molti casi conoscevamo“.