Fancy Nancy | La serie Disney che dà spazio all’autismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:49

La serie Disney Junior, Fancy Nancy, sta facendo passi da gigante nella rappresentazione dei bambini con un episodio in arrivo intitolato “Il nuovo amico di Nancy” che vedrà protagonista un personaggio autistico.

L’episodio debutterà il 2 aprile, programmato per la Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’autismo.

Fancy Nancy | L’autismo nella serie tv Disney

L’idea dell’episodio è nata da un video di un ragazzo autistico di 11 anni di nome George Yionoulis, scoperto dallo sceneggiatore della serie Matt Hoverman. Yionoulis e sua madre hanno creato il video per la sua classe di quarta elementare per spiegare loro come è essere autistico.

In questo episodio Nancy cerca di farsi un nuovo amico, il cugino di Lionel, Sean, che è doppiato da Yionoulis. “Nancy si confonde quando Sean non le risponde nel modo in cui si aspetta” ha detto a Deadline il co-produttore e sceneggiatore di Fancy Nancy. “Lionel spiega che Sean è autistico e questo significa che il suo cervello funziona in modo diverso rispetto ad altri.” Nell’episodio Lionel fornisce a Nancy suggerimenti su come avvicinarsi meglio a Sean e i due iniziano lentamente a connettersi.

Fancy Nancy | Di cosa parla l’episodio speciale?

Speriamo che questo episodio aiuti i nostri spettatori a capire che ci sono sensibilità da tenere presente quando si interagisce con qualcuno che ha l’autismo” ha detto Tucker. “Le persone con autismo possono agire in un modo che possiamo ritenere diverso, e va bene così: sono semplicemente ciò che sono. In un mondo in cui così tanti bambini interagiscono con i bambini che hanno l’autismo, questo tipo di comprensione crea compassione, tolleranza e amicizia. Ancora più importante, crea un mondo che è gentile e accetta tutti noi”.

Per portare ancora più autenticità all’episodio, Autism Speaks e RespectABILITY si sono consultati sulla storia. Elaine Hall aggiunge: “La mia speranza è che questo episodio aiuti i bambini e i loro genitori a comprendere l’autismo come un modo diverso di essere, piuttosto che come qualcosa di strano, sbagliato o di cui aver paura.