(Da Getty Images)
Coronavirus. L’agente di polizia della scorta di Conte era stato ricoverato qualche giorno fa a Roma a causa del virus. Oggi l’agente è morto al Policlinico di Tor Vergata.
Coronavirus, muore Giorgio Guastamacchia, 52 anni, Sostituto Commissario della Polizia. Era in servizio presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L’agente era risultato positivo al coronavirus il 21 marzo. Dopo il tampone è stato ricoverato, ma le sue condizioni si sono aggravate, tanto da portarlo alla terapia intensiva. Oggi, la morte.
Subito dopo la notizia della positività dell’agente Guastamacchia anche il presidente del Consiglio è stato sottoposto a tampone. Il test è risultato negativo. I due, a quanto si apprende, non erano entrati in contatto di recente. Non avevano avuto nessuna relazione ravvicinata almeno nelle due settimane antecedenti il primo tampone svolto sull’agente.
Ora il commiato le parole di cordoglio da parte di tutti. Il capo della Polizia Franco Gabrielli ha espresso “sentimenti di cordoglio e di vicinanza ai familiari attorno ai quali si stringe la grande famiglia della Polizia di Stato”. Anche l’ex premier Paolo Gentiloni ha espresso parole di dolore e di stima nei confronti dell’agente deceduto. E ha affermato: “Ricordo Giorgio Guastamacchia, poliziotto esemplare, vittima del Covid-19 e mi unisco al dolore della sua famiglia e dei colleghi del sevizio scorte”. Parole di affetto arrivano anche da Matteo Renzi: “Un signor professionista: garantiva la sicurezza, in un ruolo delicato, con il sorriso sulle labbra e con una dedizione straordinaria“. E ancora, anche Filippo Sensi, braccio destro di Renzi e Gentiloni a Palazzo Chigi, si è unito al cordoglio: “Il dolore più acuto per tutta la squadra, per chi lo ha amato, per chi ha avuto il privilegio di averlo amico o anche semplicemente di conoscere il suo sorriso, l’ironia, il valore“.
Un saluto arriva anche da parte di Clemente Mastella, ex ministro e sindaco di Benevento: “Ha fatto parte, per un periodo, della mia scorta. Lo ricordo, con affetto, per il garbo, l’umanità e la sua intelligenza operativa”. A queste parole si aggiungono quelle di Pierpaolo Sileri, viceministro della salute: “Ogni giorno subiamo perdite di vite umane che lasciano una profonda ferita di dolore. Un dolore che possiamo lenire scoprendoci comunità, e soprattutto consapevoli che seguendo con responsabilità le impegnative regole che ci siamo dati, salveremo molte vite”.
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