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Coronavirus, Lagarde: “non ci si deve fissare sui coronabond”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:20
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La presidente della BCE, la Banca Centrale Europea, Christine Lagarde ha rilasciato un’intervista esclusiva al quotidiano francese Le Parisien e ha dichiarato che per far fronte alla crisi economica causata dal Coronavirus non ci si deve fissare sui coronabond.

Coronavirus, Lagarde- non ci si deve fissare sui coronabond (Getty) - meteoweek.com
Coronavirus, Lagarde- non ci si deve fissare sui coronabond (Getty) – meteoweek.com

Non credo ci si debba fissare sui ‘coronabond’. In Europa, per le cose ci vuole un po’ più di tempo di quanto vorremmo, ma alla fine troviamo sempre una soluzione“, ha affermato Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, durante l’intervista esclusiva rilasciata a Le Prisien, uno dei più conosciuti quotidiani francesi e primo quotidiano di Parigi.

Il presidente Lagarde ha, poi, proposto altre soluzioni per far fronte alla crisi economica e finanziaria che ha colpito i Paesi europei a causa della diffusione dell’epidemia di Coronavirus. Una delle possibili soluzioni riguarderebbe “la mutualizzazione della spesa nel quadro di un bilancio europeo specifico all’uscita dalla crisi“, ha spiegato il presidente Lagarde; un’altra sarebbe “la creazione di un fondo di ricostruzione mirato a una crescita più verde e digitale. Sono strumenti che potrebbero consentire di esprimere la solidarietà necessaria a favore dei paesi dell’Unione che oggi soffrono di più“.

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Christine Lagarde, durante l’intervista, ha anche parlato della differenza tra la crisi attuale e la crisi finanziaria del 2008 e ha dichiarato: “la crisi del 2008 aveva un’origine finanziaria. Quella attuale è innanzitutto sanitaria… le conseguenze economiche sono difficili da misurare, ma saranno certamente gravi. Oggi quello che serve non è stimolare l’economia, come abbiamo fatto nel 2008, ma congelarla per il tempo necessario al confinamento per poi consentire una ripartenza rapida ed operativa“.

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Lagarde ha, poi, sottolineato che “nel 2009 la crescita era arretrata del 4,5% nella zona euro e del 2,9% in Francia. Oggi, secondo gli economisti concordi, ogni mese di confinamento si tradurrà in una perdita di crescita su base annua del 2-3% nel 2020. Questo comporterebbe un calo del Pil fra il 3,5 e il 4% nello scenario di un confinamento di qualche settimane, e dal 9 al 10% in quello di un confinamento più lungo, che durasse diversi mesi. Ma attenzione, sono soltanto ipotesi“.

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Il presidente Lagarde ha concluso l’intervista parlando della situazione delle banche europee: “sono molto più solide di quanto non lo fossero nel 2008. La quota di capitali propri è praticamente raddoppiata. Il quadro dei regolamenti è stato rafforzato e i supervisori sono molto più attenti e scrupolosi di quanto non fossero all’epoca. Il settore bancario è solido, i risparmiatori possono stare tranquilli“.