Mafia: Santo Porpora torna a casa per le condizioni carcerarie

Il tribunale di sorveglianza di Caltanissetta ha disposto la scarcerazione di Santo Porpora, 62 anni, a causa delle condizioni in cui era detenuto.

Mafia: Santo Porpora torna a casa per le condizioni carcerarie – meteoweek

Il resto della pena lo sconterà tra le mura domestiche perché Santo Porpora, condannato per mafia, ha avuto uno sconto a causa delle condizioni in cui è stato detenuto in questi anni. Gli spazi insufficienti ed inadeguati del carcere gli hanno aperto le sue porte: il monrealese di 62 anni uscirà presto dalla cella di Caltanissetta nonostante la pena di 10 anni ed 8 mesi, frutto della sommatoria di due sentenze: Paesan blues, (legami tra mafia siciliana e italoamericana , per la quale ebbe 2 anni e 8 mesi per droga) e Nuovo Mandamento (riorganizzazione e contrati interni al mandamento di San Giuseppe Jato con la quale gliene furono inflitti altri otto per mafia). Sarebbe dovuto uscire solo nel 2024 ma ai 690 giorni di liberazione anticipata se ne sono sommati altri 322, dovuti a titolo di «risarcimento». Il termini della liberazione sono stati anticipati a dicembre di questo stesso anno. A prendere la decisione è il tribunale di sorveglianza di Caltanissetta, città nella quale Porpora sta scontando la sua reclusione in meno di 3 metri quadrati ormai da quattro anni. Condizioni pertanto non adatte a un Paese civile e che meritano un risarcimento, secondo la legge, in termini di condizioni detentive.

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Il principio che sta portando, non senza destare scalpore, alla scarcerazione di Tortora è stato introdotto nel 2013 dalla sentenza Torreggiani della Corte Europea dei diritti dell’uomo e poi recepito in Italia con una legge dell’anno successivo e consiste in un giorno di sconto ogni dieci trascorsi così: e a conti fatti Porpora è stato in queste condizioni per 3220 giorni, quattro anni e mezzo. C’era anche la possibilità di usufruire della semilibertà e dell’affidamento in prova ai servizi sociali, eventualità che sono però state escluse perché la personalità del detenuto è estremamente negativa. E’ stata scelta la detenzione domiciliare in quanto il residuo di pena è poco e il condannato avrebbe, secondo i giudici, «validi riferimenti familiari».