Overdose di cocaina, Chiara muore a soli 18 anni: caccia al pusher

Chiara Friggeri, 18 anni, è morta in ospedale a Castelfranco Veneto dopo presunta overdose di cocaina e 5 giorni di agonia: domenica scorsa si era sentita male a Monfumo (Treviso). Secondo il fidanzato che era con lei, avrebbe assunto cocaina ma resta da accertare se la sostanza fosse davvero quella sospettata. Si cerca il pusher

Una ragazza di diciotto anni di Monfumo, nel Trevigiano, è morta in seguito a una overdose di cocaina. Si chiamava Chiara Friggeri e si è spenta venerdì mattina nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Castelfranco Veneto dopo cinque giorni di lunga agonia. Le condizioni della giovane erano apparse gravi sin dal primo momento. La procura aveva inizialmente aperto un fascicolo a carico di ignoti per lesioni, poi modificato in morte in conseguenza di altro reato. In questo caso si cerca il pusher che avrebbe venduto la dose letale. L’indagine dovrà accertare chi ha venduto la droga a Chiara e l’autopsia, in programma nei prossimi giorni, farà luce ulteriormente sulle cause del decesso.

I fatti. Secondo quanto ricostruito, domenica scorsa Chiara era a Monfumo a casa della mamma. Da poco era rientrata dal Piemonte dove era rimasta bloccata durante il lockdown. A dare l’allarme dopo il malore è stato il fidanzato, un trentenne piemontese. La coppia era nella stanza da letto della giovane e lì la ragazza avrebbe assunto della cocaina. Dopo poco il malore: Chiara non respirava ed era priva di sensi, è subito scattato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari del Suem di Crespano del Grappa che le hanno praticato le manovre di rianimazione. Poi il ricovero in ospedale e cinque giorni di agonia. Purtroppo per la diciottenne non c’è stato nulla da fare. Chiara lascia la mamma e i fratelli con i quali viveva a Monfumo e il papà.

Proseguono le indagini: letale una dose tagliata male?

Qual è stata la causa della morte? I carabinieri di Castelfranco Veneto sono al lavoro per tentare di far luce su quando accaduto domenica sera nella stanza della ragazza. La posizione del fidanzato sarebbe già stata vagliata dagli inquirenti: quella sera lui non avrebbe assunto sostanze stupefacenti insieme alla diciottenne che si sarebbe procurata da sola la cocaina, ammesso che di cocaina si trattasse.

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Il fidanzato non era a conoscenza dell’acquisto. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Giulio Caprarola. Le analisi disposte dagli inquirenti hanno l’obiettivo di definire con certezza la sostanza assunta dalla giovane e se fosse tagliata male. Dai risultati dipenderà lo sviluppo delle indagini, e di conseguenza la gravità delle accuse mosse al momento contro ignoti.