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Clan Spada, condanna per una sparatoria del 2013: cosa è successo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:47
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La giornalista Federica Angeli, ancora sotto scorta, fu testimone oculare del conflitto a fuoco: ecco cosa è successo al processo.

Clan Spada, condanna per una sparatoria del 2013: cosa è successo? – meteoweek

Tempi duri per il Clan Spada che, dopo aver affrontato la gambizzazione di uno di loro oggi sono stati condannati per una sparatoria del 2013. Oltre 20 anni di carcere distribuiti in sette condanne della prima corte d’assise di Roma in relazione ad un conflitto a fuoco tra clan rivali avvenuto il 17 luglio a Ostia. I giudici hanno inflitto 8 anni a Ottavio Spada, accusato di tentato omicidio. Condannato a 3 anni, invece, Carmine Spada. Quella notte il clan si era scontrato con membri del clan rivale dei Triassi: testimone della sparatoria la giornalista di ‘Repubblica’ Federica Angeli, che sentì due colpi di pistola e si affacciò alla finestra, riconoscendo i due esponenti della famiglia Spada, Carmine e Ottavio. La giornalista, che denunciò quanto visto e scelse di testimoniare al processo, da allora vive sotto scorta con grande ansia. La donna ha commentato la sentenza, dicendo: “Sono contenta che la mia testimonianza, sulla quale si è basato tutto il processo essendo io l’unica testimone oculare, abbia portato a una condanna di 8 anni per Ottavio Spada. Ho aspettato 7 anni per arrivare alla sentenza, gli hanno dato un anno in più di quelli che ho ‘scontato’ io sotto scorta”.

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Oltre 20 anni di carcere distribuiti in sette condanne ad esponenti del clan Spada – meteoweek

Il Clan era balzato recentemente e nuovamente agli onori della cronaca per la gambizzazione del cognato di Roberto Spada. Il 51enne avrebbe raccontato di aver sentito all’improvviso un dolore alla gamba, di aver abbassato lo sguardo e visto il sangue. Così è salito in macchina verso l’ospedale. Non avrebbe però aggiunto dettagli su chi l’ha ferito né quanti erano e, soprattutto, su un possibile movente che possa aver spinto qualcuno a premere il grilletto di giorno in un periodo in cui le strade sono controllate, per verificare il rispetto delle disposizioni per il contenimento del coronavirus. Ancora in corso le indagini per capire l’autore dell’agguato di avvertimento.