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Salvini: “La via maestra sono le elezioni a settembre “

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:41
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Elezioni a settembre, con il centrodestra in campo insieme: Matteo Salvini – in una intervista a tutto campo – lancia la manifestazione di sabato. E attacca duramente Zingaretti.

Domani a Piazza del Popolo, a Roma, il centrodestra tornerà in piazza. Da questo appuntamento parte la riflessione di Matteo Salvini, che nel corso di una intervista pubblicata sulla Stampa conferma la volontà di andare al voto per settembre«Tutti seduti sulle seggiole, disciplinati come svizzeri: 4 mila persone contingentate e sedute»: così descrive quello che succederà domani, forse memore delle polemiche esplose il 12 giugno quando il centrodestra scese in piazza senza badare troppo ai protocolli di sicurezza anti Covid-19. Su questo punto c’è stato, nei confronti del leader leghista, un attacco da parte di Nicola Zingaretti, segretario del PD: «Se a governare l’Italia durante l’emergenza sanitaria fosse stato Salvini, ci saremmo trovati come in Brasile con Bolsonaro». Questo il concetto espresso dal presidente della Regione Lazio, a cui il leader del Carroccio risponde in modo durissimo: «Sono le dichiarazioni di un poveretto, di un miserabile, di un mentecatto, dovrebbe vergognarsi, indegno di un governatore. Scherzare sui morti non solo italiani come se i morti brasiliani avessero un colore politico. Semmai Zingaretti spieghi come sono stati utilizzati i 35 milioni spesi per materiale sanitario durante l’emergenza e andati a certe aziende» contrattacca Salvini. «C’è una magistratura più attenta con una parte politica e meno con il Pd. A leggere le intercettazioni di Palamara su di me e seguendo quello che è successo a Berlusconi mi sembra chiaro che ci sia un pregiudizio contro il centrodestra. La riforma della giustizia sarà uno dei cardini del nostro prossimo governo» aggiunge, riferendosi alle due vicende che riguardano la Giustizia e che dominano la cronaca di queste ultime settimane: le intercettazioni all’ex presidente dell’Anm e la rivelazione “post mortem” del giudice Franco relativa al processo a Silvio Berlusconi. Che per Salvini è stato, senza dubbio, un processo politico: «Sono gli stessi magistrati nelle loro intercettazioni che parlano di processo politico. Dopo Palamara non ho più dubbi ma certezze. Ma io, comunque, il 3 ottobre affronterò il tribunale di Catania con serenità. Ho la coscienza a posto».

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Ma il passaggio di rilievo dell’intervista è quello relativo al Governo: per Salvini quello di Conte ha finito il suo tempo, è il momento di andare al voto: «La via maestra sono le elezioni a settembre, nel giorno del voto per le Regionali e le comunali. La parola agli italiani. Un governo che litiga su tutto, immobile, con i cantieri fermi, è un danno al Paese» afferma sicuro il leader leghista. Elezioni in cui il centrodestra si dovrebbe presentare compatto: anche se Berlusconi avrebbe dichiarato di essere pronto a fare un governo con il PD. «Io un governo con il Pd non lo faccio» risponde ruvido Salvini, che però è convinto che Berlusconi, un passo del genere, non lo farebbe mai: «L’ho sentito e mi ha detto che lui non sosterrà mai un governo nemico della proprietà privata, delle aziende, delle partite Iva. Berlusconi è anche un uomo d’azienda e mi ha assicurato che non fa governi pasticciati, con forze politiche che sono a favore della decrescita felice». Nonostante Conte abbia provato in qualche modo  a “dividere” le opposizioni, parlando di Forza Italia come di un partito “responsabile”: «E io sarei invece irresponsabile? Abbiamo fatto 500 proposte su tutto. Non ci stato accolto nulla» ha risposto Salvini. «Più che dare voti all’opposizione, Conte dovrebbe garantire soldi alle imprese. Ho ricevuto una mail da Conte che annuncia un prossimo incontro, non dice né dove né quando, ma a me interessa sapere su cosa. Noi andremo insieme a tutto il centrodestra e proporremo le nostre priorità per l’ennesima volta» aggiunge. C’è anche spazio per una battuta su Trump, che come Bolsonaro è considerato un leader in difficoltà per la pessima gestione della pandemia di Covid -19, oltre che per la vicenda dell’uccisione di George Floyd: «Secondo me Trump rivince. I dati sul lavoro negli Usa dicono che a giugno sono stati creati 4 milioni di posti di lavoro, dopo i 2 milioni di maggio. Poi dobbiamo dirla tutta: la polizia negli Stati Uniti dipende dai sindaci e dai governatori e guarda caso» azzarda Salvini «Minneapolis, dove è morto il povero Floyd, è una città amministrata dai Democratici, dalla sinistra. Quanto alla gestione dell’emergenza sanitaria, non vado a sindacare in casa altrui». Vicino agli Stati Uniti, lontano dalla Cina: ieri l’ex ministro dell’Interno era all’ambasciata cinese per un flash mob di protesta contro gli arresti a Hong Kong.