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Coronavirus: boom di contagi in Spagna, torna la paura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:34
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La Galizia torna in lockdown a causa di un nuovo focolaio di oltre cento casi. Il virus non si arresta in tutta la Spagna e torna la paura di una nuova chiusura totale.

Oltre cento casi sono statai registrati in un focolaio in Galizia che torna ad annunciare un nuovo lockdowm. I 70mila abitanti della regione della Spagna nord-occidentale sono di nuovo rinchiusi in casa e il virus nel Paese non sembra aver perso la sua carica. Inoltre, la Generalitat catalana, a causa dell’aumento dei casi di coronavirus registrati negli ultimi giorni,  ha deciso di mettere in quarantena nelle loro case anche gli abitanti di 38 piccoli Comuni della provincia di Segrià, che contano circa 209.000 persone. Sono consentiti spostamenti soltanto per comprovati motivi lavorati o per estrema necessità. Sembra di aver fatto un passo indietro. Vietati anche gli assembramenti di più di dieci persone e le mascherine rimangono obbligatorie. A mobilitarsi per il rispetto delle regole, la polizia locale e mossos d’Esquadra che da giorni si sono posizionati in tutte le strade per multare i passanti. In totale sarebbero già nove i focolai attivi solo in una parte della Catalonia. 

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Nuovi focolai in Italia

I contagi restano stabili a 192 casi positivi in più sul territorio italiano ma non sono buoni gli indicatori sanitari: i pazienti in terapia intensiva sono aumentati e così anche i ricoveri e le persone in isolamento domiciliare. Non è certamente una nuova emergenza, i numeri sono scesi e il Paese sta reagendo bene ma non deve sottovalutare il virus. Una nuova chiusura porterebbe a catastrofiche conseguenze anche sul piano economico e l’Italia ha davvero bisogno di ripartire. Il rischio è rappresentato da piccoli focolai sparsi in tutta la Penisola: nel mantovano si sono registrati 68 positivi tra le attività dei macelli e dei salumifici. Anche in veneto, dopo il caso dell’imprenditore di rientro dalla Serbia risultato positivo, l’indice Rt è schizzato oltre l’1,6%. Inoltre, in Toscana si sono verificati 3 cluster legati a gruppi familiari.  «La sensazione è che si siano allentati i controlli», ha esortato il presidente Rossi. L’invito è quello di non abbassare la guardia e di stare all’erta, richiamo ancora più sentito per le persone che arrivano da Paesi ancora dentro alla crisi emergenziale. Per far ripartire l’Italia dobbiamo collaborare tutti.