Bassetti: “Il coronavirus è stato un’emergenza ospedaliera che oggi è finita”

Secondo Matteo Bassetti, infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino, si dovrebbe mettere un freno allo stato di emergenza coronavirus.

Bassetti: “Basta allarmismo"

Il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino, nonché l’infettivologo Matteo Bassetti, critica la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020. “Stiamo dando al mondo l’idea di essere ancora in pieno dramma, che tutti i sacrifici non sono serviti a niente. Mentre è vero il contrario: il Covid è stata un’emergenza ospedaliera, che oggi, lo dicono i numeri, è finita. Ma viene comunicato il contrario, un atteggiamento veramente alla Tafazzi. Io lo dico da medico e non voglio fare politica, però anche la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre, se così sarà, mi pare francamente un po’ spinta. Decidere oggi a luglio cosa succederà tra sei mesi non ha molto senso, in molti paesi si danno scadenze temporali più ravvicinate, anche di mese in mese, poi semmai si proroga. Ma anche qui, il messaggio che passa è che siamo in emergenza, come a marzo, invece sono due situazioni assolutamente imparagonabili”: queste le parole di Bassetti che da settimane, con altri esperti, esprime il suo dissenso verso un’emergenza ormai più comunicativa che sanitaria.

Oltretutto, come rileva l’esperto, il problema comunicativo riguarda tutti: le istituzioni nazionali e locali, i mass media, così come tutti i medici e gli esperti del settore. “La cosa che sconcerta è che tutte le sere si continua a dare un bollettino di guerra, che viene rilanciato in apertura da tutte le testate. Io ho visto cosa fanno in Francia, in Spagna, in Germania e solo noi diamo tutta questa enfasi. Diamo l’impressione all’estero di essere ancora in mezzo al disastro. Quando l’emergenza si stabilizza che senso ha dare un bollettino giornaliero? I numeri parlano chiaro. Avevamo oltre 4.000 ricoverati in terapia intensiva, oggi sono 60 in tutta Italia, un paese di 60 milioni di abitanti. Invece continuiamo a leggere  che salgono i contagi senza approfondire i numeri: spiega Bassetti, polemizzando circa i contro dello stato di emergenza che, secondo l’infettivologo, sta portando a mettere da parte altre circostanze altrettanto delicate quali malattie e problemi della qualità del servizio sanitario.