Conte: la Puglia adotti il principio di parità di genere o interverrà lo Stato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:46
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte si dice pronto ad intervenire se nella Regione Puglia “non sarà riconosciuto e applicato concretamente il principio di parità di genere“.

Lo scrive in una nota lo stesso premier che decide di dare ancora un po’ di tempo alla regione a guida di Michele Emiliano, per mettersi in linea con la parità fra uomo e donna nelle liste elettorali, per le prossime votazioni. “Prendiamo atto delle disponibilità di alcuni Gruppi regionali ad approvare urgentemente la norma. Attendiamo allora che si completi il processo nelle prossime ore“, dice ancora Conte, scegliendo quindi di non “commissariare” tout court Bari dopo il voto del Consiglio del 28 luglio. Tra le leggi e i  tentativi di salvare la candidatura dell’epidemiologo Pierluigi Lopalco, ha bocciato la norma per inserire la doppia preferenza. Staremo a vedere se la regione provvederà quanto prima.

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L’esecutivo, infatti, su proposta del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, lo scorso 23 luglio aveva inviato formale diffida: la Puglia doveva adeguare la legge elettorale entro il 28  oppure ci avrebbe pensato il governo. Il tempo a disposizione della Regione non è quindi molto. Aspetteremo qualche giorno in più, poi verranno presi provvedimenti.

“Non possiamo accettare che la Regione Puglia non recepisca il principio fondamentale di parità tra uomo e donna per l’accesso alle cariche elettive. Lo Stato non può retrocedere sul punto”. Lo dichiara in una nota il premier Giuseppe Conte. “Prendiamo atto delle disponibilità di alcuni Gruppi regionali ad approvare urgentemente la norma. Attendiamo allora che si completi il processo nelle prossime ore. Il Governo, forte anche dei pareri giuridici acquisiti, andrà sino in fondo. Siamo pronti ad esercitare i poteri sostitutivi affinché nella Regione Puglia, e in tutte le altre regioni che ancora mancano all’appello, sia riconosciuto e applicato e concretamente principio di parità di genere”, conclude infine il premier.