La caserma delle torture, nuove accuse: “Devi soffrire, ha detto uno di loro”

Nuovo presunto caso di abuso per la Caserma Levante di Piacenza. Ne parla al quotidiano Libertà l’avvocato Antonino Rossi, il legale che difende un albanese arrestato dal ‘gruppo Montella’.

Caserma Levante Piacenza nuovo caso di abuso parla l'avvocato Antonino Rossi

“Il mio assistito è stato picchiato, gli anziani genitori minacciati e tutte le circostanze evidenziate nel verbale di arresto sono inventate”. È il nuovo caso di presunto abuso commesso dai carabinieri della stazione Levante di Piacenza – è stato raccontato al quotidiano Libertà dall’avvocato Antonino Rossi. Il legale che difende un 37enne albanese che il 3 aprile è stato arrestato dai carabinieri perché in casa aveva un chilo e quattrocento grammi di marijuana, con parte dello stupefacente che sarebbe stato sottratto dai militari.

“Devi soffrire”, ha detto uno di loro

L’avvocato ha affermato di aver presentato denuncia per abuso di autorità, minacce aggravate, violenza privata e falso. “In via Caccialupo – ha racconatato il 37enne al giornale piacentino – mi hanno trattato di m…, non mi hanno voluto dare nemmeno un po’ di acqua e zucchero. “Devi soffrire”, ha detto uno di loro. “Voglio però dire che, dopo, nella caserma in via Beverora (sede del comando provinciale, ndr) ho incontrato persone molto diverse”, ha aggiunto il testimone.

“Arrivarono in tribunale fasciati, sembrava che fossi stati io a picchiarli”

Lo stesso legale sta valutando anche di chiedere la revisione del processo per un italiano, che ha raccontato una storia del 2011, quando venne arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, nel corso del suo addio al celibato. “Montella mi tirò già dalla macchina di forza, mi ammanettò e mi prese a spintoni e calci. Poi in caserma mi gonfiarono di botte per un quarto d’ora”, ha raccontato l’uomo, aggiungendo che al processo per direttissima “i carabinieri arrivarono in tribunale fasciati, sembrava che fossi stato io a picchiarli”.