Omicidio Sanremo, la vittima ha portato a casa il suo killer

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:26

L’ex orafo sanremese, ucciso il primo agosto intorno alle 21 nella sua abitazione, avrebbe fatto entrare il suo assassino in casa. Non sono ancora ben chiari i rapporti tra l’ex gioielliere e il killer, ma i due si conoscevano.

Omicidio ex orefice a Sanremo

L’ex gioielliere di Sanremo, Luciano Amoretti di 76 anni, ucciso nella notte tra sabato e domenica nella sua casa, ha fatto entrare il suo assassino dopo essere andato a prenderlo alla stazione ferroviaria. È stata questa la ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti sanremesi che hanno sottoposto a fermo, a diverso titolo, per omicidio volontario due astigiani residenti a Nizza Monferrato. La polizia ha infatti effettuato tale ricostruzione attraverso le telecamere di sorveglianza e ha scoperto che Amoretti è andato a prendere alla stazione due uomini: il più anziano è salito in macchina con l’ex gioielliere mentre l’altro è rimasto ad aspettare un suo amico. Una volta arrivati a casa di Amoretti, quest’ultimo e l’astigiano, secondo le testimonianze dei vicini, avrebbero litigato. L’astigiano ha poi confessato di aver sfondato la testa ad Amoretti con la mazzetta da edile, dopodiché è uscito di casa e ha aggiunto l’amico alla stazione e insieme sono tornati a Nizza. Prima di tornare a casa, il killer ha buttato via l’arma del delitto sulle rive del fiume Bembo. Solo dopo aver confessato, l’assassino ha indicato agli inquirenti dove poter ritrovare la mazzetta con la quale ha commesso l’omicidio.

L’assassino, di 63 anni, è stato arrestato. Il movente sarebbe stata una questione di denaro nell’ambito di alcune compravendite. Come ha spigato il procuratore capo di Imperia, Alberto Lari, ci sono volute meno di 24 ore per portare a termine le indagini. “È iniziata un’attività di indagine dove tutte le forze dell’ordine si sono concentrate su Sanremo, immediatamente, pur essendo domenica. Sono state prese tutte le sorveglianze e i tabulati. Incrociando i dati si è riusciti a dare un volto e un nome a questa persona. Una persona che non era di solita frequentazione, è stato l’intuito investigativo a dare un nome alla persona fino all’arresto di questa notte e anche al rinvenimento dell’arma del delitto e dei telefoni che erano stati portati via da casa di Amoretti”: ha dichiarato il procuratore capo della polizia di Sanremo.