Verbali Cts, Conte: “Pubblicheremo tutto” e poi propone un Ponte sottomarino sullo Stretto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:19

Giuseppe Conte è convinto delle sue decisioni in merito al lockdown e si è detto soddisfatto del governo e delle tempistiche adottate. Ha lanciato inoltre un’idea: un Ponte sottomarino sullo Stretto, un tunnel per collegarsi alla Sicilia.

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Orgoglioso delle scelte intraprese

Giuseppe Conte si è detto “orgoglioso” di aver preso determinate decisioni per l’Italia. In particolare per il lockdown nazionale e non per singole zone rosse. In questo modo, ha dichiarato “abbiamo messo in sicurezza l’intero paese”, da nord a sud. Il premier ha poi garantito di aver assunto questa decisione con “responsabilità, ponderazione e coscienza” e che l’accusa di aver mentito ai magistrati in merito ai fatti nell’ambito dell’inchiesta di Bergamo sulle mancate zone rosse a Nembro e Alzano, sia una “sonora sciocchezza”.

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Falsa la notizia, secondo il premier, di aver mai voluto che sui verbali del Comitato tecnico scientifico ci fosse apposto il segreto di Stato e ha dichiarato che “tutti i verbali saranno resi pubblici, non ho nulla da nascondere”. Giuseppe Conte è determinato a rivendicare il suo operato nel periodo Covid, e sembra esigere trasparenza e limpidezza dei fatti “non c’è stato nessun ritardo, non ho perso tempo”, e ha ribadito che il governo ha un “orizzonte di fine legislatura”, smentendo così nuovamente le ipotesi di rimpasto e la tentazione di voler fare un suo partito, “lo escludo”, ha tagliato corto.

Il Ponte sottomarino

Nella lunga intervista alla kermesse di Affaritaliani.it, a Ceglie Messapica, nella sua Puglia, Conte ha lanciato l’idea di un Ponte sullo Stretto sottomarino, un tunnel che colleghi la Sicilia al ‘continente’. Ma ha precisato non ora, che si valuterà quando saranno create le infrastrutture necessarie, prima su tutte la rete ferroviaria.

Giuseppe Conte ponte sottomarino sullo Stretto di Messina

Conte e le sue scelte

Conte ha inoltre annunciato che voterà al referendum costituzionale a favore del taglio dei parlamentari, con la speranza che riparta il dialogo nella maggioranza sulla legge elettorale, ed ha spiegato di appoggiare un sistema proporzionale, poiché “sarebbe eccentrico e particolare che il presidente del Consiglio non sostenga la proposta concordata dalla maggioranza”, e ha riconosciuto al Pd – pur senza nominarlo esplicitamente ma facendo riferimento ad “alcune forze” – che la riforma del sistema di voto è collegata al taglio dei parlamentari.

Il piano di rilancio

Conte ha poi garantito che la predisposizione del Piano di rilancio “stupirà l’Europa”, l’obiettivo “è migliorare l’Italia”, e ha spiegato che parte delle risorse del Recovery Fund sarà utilizzata per la sanità, non il Mes, per ora, ha sottolineato, l’Italia ha attivato il Sure.

Giuseppe Conte e le scelte nel periodo della pandemia

Nel giorno in cui le opposizioni, in particolare Forza Italia, gli chiedono di fare chiarezza e di riferire in Parlamento. Il presidente del Consiglio ha precisato: l’Italia è un modello all’estero per come ha affrontato la pandemia, ed è una cosa “positiva”, anche se “non dobbiamo abbassare la guardia”, fin qui “abbiamo lavorato sempre con metodo, responsabilità e coscienza ed è stata la nostra forza”.

Ha spiegato inoltre di non aver mai “perso la lucidità”, “ho avuto fiducia che le misure avrebbero dato risultati”. Quanto agli scienziati, “non ho mai detto che la politica avrebbe demandato a loro le decisioni”, ma che sarebbe stata la “politica” a decidere, “non ho mai detto che avremmo seguito alla lettera le valutazioni degli scienziati, a volte non univoche”. Al contrario, ha ricordato, “ho sempre detto che avremmo lavorato al fianco degli scienziati ma mai che avremmo ceduto delle responsabilità”. Sulla commissione di inchiesta, “deciderà il Parlamento”, ma andrebbe fatta – ha osservato – al termine dell’emergenza. Nessuna previsione su una possibile riacutizzazione del virus e dei contagi, “non ho la palla di vetro”, ma si dice fiducioso sul vaccino, che dovrebbe essere pronto nei prossimi mesi, “ma non ritengo di renderlo obbligatorio, però dovrà essere messo a disposizione di tutta la popolazione”.

Il rischio dei contagi

Riguardo il rischio contagi a causa dei migranti positivi che sbarcano sulle nostre coste, il presidente del Consiglio ha ribadito la linea di fermezza, che è “molto più articolata” del pensiero salviniano, ovvero porti chiusi o aperti. “Dobbiamo prevenire i flussi dalla Tunisia e contenerli” perché “non posso chiedere sacrifici agli italiani” e poi “tollerare che arrivino in Italia migranti positivi che vanno in giro liberamente”.

Giuseppe Conte controllo flusso migranti covid

Infine, il premier viene interrogato in modo scherzoso riguardo il gioco delle cene, Conte si presta e sceglie Giorgia Meloni rispetto a Matteo Salvini (con lui, ha dichiarato, c’è “qualche difficoltà di dialogo”) porterebbe a cena Luca Zaia anzichè Attilio Fontana, Alessandro Di Battista invece di Luigi Di Maio (il ministro degli Esteri “lo vedo spesso”, ha precisato). Mentre tra Nicola Zingaretti e Vito Crimi sceglierebbe di portare a cena entrambi, “abbiamo molto da parlare sulle regionali”.

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