Fondi Lega, Luca Sostegni interrogato per 8 ore davanti al pm di Milano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:56

Fondi Lega: il presunto prestanome Luca Sostegni è stato interrogato oggi, per ben otto ore, davanti ai pm di Milano. Al centro del faccia a faccia, i suoi rapporti con gli altri indagati nella vicenda.

interrogato Luca Sostegni - fondi-lega
foto di archivio (via web)

Sarebbe Luca Sostegni, il presunto prestanome fermato il mese scorso a seguito della vicenda relativa alla compravendita (a prezzo gonfiato) di un immobile situato a Cormano, nel Milanese. Accusato di peculato su fondi della Regione Lombardia ed estorsione nell’indagine, l’uomo stava per scappare in Brasile quando è stato però fermato e arrestato dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano, sotto coordinamento della procura della Repubblica.

Oggi, Sostegni è stato interrogato nel carcere di San Vittore, dai pm di Milano Eugenio Fusco e Stefano Civardi, con un incontro che si è avviato a partire dalle 9:30 di questa mattina e che si è concluso solo dopo diverse ore.

Luca Sostegni interrogato per 8 ore a San Vittore

Secondo quanto emerso dalle indagini, nelle quali figurano altri tre commercialisti vicini alla Lega, Luca Sostegni sarebbe il liquidatore della società Paloschi Srl, la stessa che avrebbe venduto il capannone industriale all’immobiliare che, a sua volta, tentò di rivendere la struttura alla fondazione di proprietà della Regione – all’epoca presieduta da uno dei commercialisti della Lega.

 Luca Sostegni
Luca Sostegni, indagato come presunto prestanome nella vicenda relativa ai Fondi Lega

Nello scorso interrogatorio del 3 luglio, Sostegni aveva ammesso di aver chiesto denaro ai tre commercialisti (Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni e Michele Scilieri), precisando che era suo diritto riceverli e che non c’è stata estorsione in cambio del silenzio sull’operazione. Nell’ultimo incontro del 18 luglio davanti al gip Giulio Fanales, invece, Sostegni aveva fatto le sue prime ammissioni – dichiarando di essere stato usato come “pedina” nell’ambito dell’operazione.

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L’interrogatorio di oggi, allora, si è proprio concentrato sui rapporti professionali e personali con gli altri indagati. Un faccia a faccia, questo, durato circa otto ore nel carcere milanese di San Vittore. Davanti al procuratore aggiunto Eugenio Fusco e al pm Stefano Civardi, il presunto prestanome ha ricostruito nel dettaglio la fase iniziale dell’operazione, assistito dall’avvocato Giuseppe Alessando Pennisi. Questo di oggi, però, non sarà l’ultimo interrogatorio per l’indagato: saranno altri, infatti, gli appuntamenti che verranno messi in programma nelle prossime settimane, e che si terranno sempre davanti agli stessi pm che si stanno occupando del caso.