Long Covid, “sindrome post Coronavirus” di chi è negativo ma non è guarito

Sono in tanti a denunciare una condizione di “sindrome post Covid”, non riconosciuta ma sotto osservazione. Un gruppo Fb dà voce a queste persone

Long Covid, sindrome post Coronavirus di chi è negativo ma non è guarito
Long Covid, sindrome post Coronavirus di chi è negativo ma non è guarito (GettyImages)

Ci sono persone che hanno sconfitto il Covid-19 e sono negative al tampone ma non si sentono guarite. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, si tratterebbe di una “sindrome post Coronavirus” che non è riconosciuta ma oggetto di studio. Vi sono diverse storie, come quella di Gabriella Aglianò, 51 anni, di Catania, che al Corriere racconta di aver sconfitto il virus ma di non sentirsi guarita. La donna ha preso il Covid il 13 marzo scorso e ha trascorso 39 giorni in ospedale per polmonite interstiziale. Il 21 aprile ha fatto ritorno a casa. “Ho una grande stanchezza, sto sdraiata perché mi affatico, ho dolori articolari, perdo i capelli a mazzi, tanto che non volevo più pettinarmi. Ho anche avuto un’eruzione cutanea alla gamba destra. Mi danno fastidio i suoni, le luci e i rumori, ma soprattutto non tengo a mente quello che mi dicono, cancello tutto subito. Si figuri che quando sono tornata ho chiesto se avessero cambiato i mobili: non riconoscevo più casa mia“.

Un’altra storia simile è quella di Valentina, 45 anni, che dal 13 marzo ha avuto febbre che le è durata oltre un mese. Una volta andata in pronto soccorso a Milano con febbre a 40, l’hanno rimandata a casa perché non aveva polmonite:”Non c’era posto, ho visto la gente morire lì, in sala d’attesa“. Dopo un mese ha fatto i tamponi ma è risultata negativa mentre la febbre non era andata via e la sera arrivava a 38. E ora racconta:”La febbre e le bolle sulla pelle sono rimaste fino a luglio. Ho iniziato anche a perdere i capelli. Mi sono svegliata e avevo le ciocche a terra. E poi la stanchezza: anche in vacanza con mio figlio sono stata tre settimane sdraiata. E la memoria: mentre leggo, le parole mi sfuggono, non ricordo i concetti e quindi ci rinuncio. Per lavorare (è un architetto, ndr) devo rileggere continuamente. Mi confondo, prima avevo una buonissima memoria“.

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Nel frattempo su Facebook, c’è un gruppo che raccoglie più di mille persone accomunate da quella che viene denominata “sindrome post Covid“. Il gruppo, aperto in Italia da Morena Colombi, 59 anni, raccoglie le suddette testimonianze. “Volevo sapere se ci fossero altre persone come me, che dopo essersi negativizzate ancora non stavano bene, manifestando sintomi come stanchezza cronica, dolori articolari e affanno anche per un minimo sforzo. Le adesioni sono arrivate e in breve tempo mi sono accorta che tutti, chi più chi meno, abbiamo gli stessi malesseri. Molte volte ci liquidano come depressi o ipocondriaci. I nostri problemi invece sono reali, ma nessuno sembra volerci dar credito. Una volta che gli esami sono nella norma, si dichiara il paziente guarito, ma noi non siamo guariti”. Tra i sintomi manifestati vi sono stanchezza, debolezza, fiato corto, eritemi, perdita memoria, ansia, dolori muscolari.

Tra i pochi studi su questo fenomeno, quello pubblicato su Jama a inizio luglio da una squara della Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma che tra gli autori ha il Primario di Medicina Fisica e Riabilitazione e Responsabile del Day Hospital Post Covid Francesco Landi. “Abbiamo richiamato le persone dimesse dai reparti a circa due mesi dall’insorgenza dei sintomi“, spiega Landi, “Andando a indagare con vari specialisti, ci siamo resi contro che questi soggetti, a distanza anche di due mesi dall’esordio della malattia, continuavano ad avere sintomi, in particolare affaticamento, fiato corto, dolori articolari o al petto, tosse, mal di testa. Quello che possiamo dire è che non riscontriamo danni agli organi e che probabilmente questi disturbi andranno a scomparire. Siamo ottimisti. Certo che anche chi è rimasto a casa in lockdown per due mesi ha contravvenuto ai due principi che sono i cardini del buon vivere, esercizio fisico e alimentazione sana. Lo racconto sempre: nelle ricette condivise che abbiamo visto sui social non ci sono piatti a base di proteine, sono tutti dolci, pasta, pane, o pizza. Io personalmente sto controllando gli esami da laboratorio arrivati in ospedale e, grossolanamente, da un anno all’altro ho riscontrato aumento di colesterolo, glicemia e soprattutto trigliceridi. Questo, unito alla perdita di massa muscolare per l’inattività o la malattia, sulla reattività del fisico può causare il senso di debolezza”. 

Tra gli obiettivi del gruppo Facebook, c’è quello di far riconoscere una “sindrome post Covid” come sta avvenendo in altri Paesi, per ottenere un rimborso delle spese sanitarie eseguite. Spiega Morena Colombi:”Esiste l’esenzione D97 ma riguarda solo le visite specialistiche per quei sintomi strettamente legati all’infezione che vengono prescritte ai follow up ospedalieri. Siamo costretti a fare periodi di assenze dal lavoro per malattia. L’intento del Gruppo è quello di far conoscere questa nuova condizione, sperando che qualcuno intervenga nel darci aiuto e soprattutto per fare in modo che tutti sappiano che non è la negatività al tampone che dichiara la guarigione”.