Migranti, nave quarantena Azzurra pronta all’imbarco a Lampedusa

La nave quarantena Azzurra ha attraccato al porto di Cala Pisana, a Lampedusa. E’ la seconda nave che attracca: ieri l’Aurelia ha imbarcato 273 migranti dell’hotspot. Circa 60 persone tra questi erano positive al coronavirus.

nave azzurra - meteoweek.com
Nave Azzurra – MeteoWeek.com (Foto di Dario Pignatelli, da Getty Images)

Oggi è il giorno della nave quarantena Azzurra, che ha attraccato al porto di Cala Pisana, a Lampedusa, in provincia di Agrigento. Proprio oggi la seconda imbarcazione noleggiata dal Governo darà il via all’imbarco dei migranti sottoposti a sorveglianza sanitaria. Ieri è stato il tempo dell’Aurelia, che ha caricato 273 migranti ospiti dell’hotspot: 60 di questi erano positivi al coronavirus. Il Viminale ora riporta i dati completi delle persone spostate: tra coloro che sono saliti ieri sull’Aurelia e coloro che oggi verranno imbarcati sull’Azzurra, saranno 850 i migranti pronti a lasciare l’hotspot di Lampedusa. Stando a quanto riportato da Agrigento Today, la nave Azzurra avrebbe iniziato a imbarcare i 15 migranti risultati positivi. Grazie anche ai trasferimenti di ieri, oggi il padiglione di isolamento per i positivi sarebbe stato totalmente svuotato. Ora si procederà a caricare sull’Azzurra poco meno di 600 migranti. Nel frattempo l’Aurelia resta in rada davanti le isole Pelagie. Intanto arrivano le nuove comunicazioni da Roma: “E’ in corso di predisposizione un nuovo bando per reperire altre navi-quarantena”. L’idea è di attuare in tal modo la sorveglianza sanitaria dei migranti in arrivo, “alleggerendo le strutture di terra”.


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Musumeci ordinanza - Meteoweek.com
Nello Musumeci – MeteoWeek.com

Tuttavia non si placa il braccio di ferro tra il presidente della regione Sicilia Nello Musumeci e il Viminale. Musumeci avrebbe emesso un’ordinanza con la quale predisponeva la chiusura di tutti gli hotspot e centri di accoglienza non a norma da un punto di vista igienico-sanitario, non in grado di rispettare le norme anti-Covid. Il Governo, di tutta risposta, aveva annunciato di esser pronto ad impugnare l’ordinanza. E lo ha fatto. Il presidente di regione nei giorni scorsi aveva commentato a Omnibus, su La7: “Mi fa rabbia che non ci sia stata da parte dello Stato alcuna risposta al problema che abbiamo posto. Quegli hotspot non sono assolutamente adatti dal punto di vista sanitario, soprattutto in questo contesto di pandemia. Mi chiedo perché questo scontro istituzionale nei confronti di un presidente della Regione che ha sempre assicurato il massimo di collaborazione. Se avessero fatto un bagno di umiltà e ammesso che abbiamo ragione, chiedendo anche 10-15 giorni di tempo, avremmo detto di sì. Invece si risponde col silenzio”. E ancora: “Se le prefetture e quindi il Viminale non procederanno saremmo di fronte a una grave omissione. Sono pronti a impugnare? Hanno chiamato i loro costituzionalisti per il ricorso al Tar? Anche noi abbiamo i nostri esperti”.


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Immediata la risposta del ministro per il Sud Provenzano: “Il problema in questo momento è il sovraffollamento nell’hotspot che contiene molte più persone di quelle che dovrebbe e potrebbe contenere. Proprio per questo nei giorni scorsi è arrivata la nave che per problemi di maltempo non è riuscita ad attraccare. Queste sono le politiche di gestione dei flussi migratori senza dirette Facebook, senza proclami, senza urla costantemente dal ministero dell’Interno, in piena sicurezza e rispettando i diritti delle persone”. “Il Governo sta decidendo in queste ore, credo che impugneremo l’ordinanza. Sono convinto che vada impugnata e molto probabilmente lo faremo. Poi deciderà la magistratura. Le modalità tecniche sono diverse, ne stiamo discutendo in queste ore”, diceva Provenzano. Oggi arriva la notizia: il Governo ha impugnato l’ordinanza.