Trump sul ragazzo che ha ammazzato due manifestanti in Wisconsin: “Lo avrebbero ucciso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:20

Si chiama Kyle Rittenhouse, il ragazzo 17enne dell’Illinois accusato di aver ucciso due manifestanti martedì scorso, e di averne ferito un terzo. Gli omicidi sarebbero avvenuti durante gli scontri a Kenosha, nel Wisconsin. Oggi Trump afferma: “È stato attaccato, probabilmente sarebbe stato ammazzato”. Intanto Trump si reca in Wisconsin, ignorando gli appelli del governatore che afferma: “Sono preoccupato che la sua presenza non farà altro che rallentare il nostro lavoro per superare le divisioni”.

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Donald Trump torna a commentare le proteste nel Wisconsin scaturite dall’ultimo episodio di violenza da parte della polizia nei confronti di un afroamericano. Domenica 23 agosto a Kenosha, in Wisconsin, Jacob Blake è stato colpito alle spalle da un agente di polizia. Il poliziotto ha sparato almeno sette colpi. Nel mirino, l’uomo che stava cercando di rientrare in auto, ferito gravemente. Come accaduto con l’omicidio di George Floyd, il tutto è stato ripreso, il video è diventato presto virale e in Wisconsin è scoppiata la rivolta. Durante gli scontri un 17enne dell’Illinois, Kyle Rittenhouse, avrebbe ucciso due manifestanti martedì scorso, ferendo anche una terza persona. Ora è accusato di omicidio intenzionale di primo grado. Il sito di informazione Daily Caller lo aveva intervistato pochi minuti prima della sparatoria. Il ragazzo avrebbe affermato: “Qui ci sono persone che si stanno facendo male, e noi vogliamo proteggerle. Io voglio aiutare le persone, se qualcuno si fa male io gli vado incontro per aiutarlo. Per questo ho un’arma. Proteggo ovviamente anche me stesso: ho con me anche un kit di pronto soccorso”.


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Trump: “Stava cercando di scappare, probabilmente lo avrebbero ucciso”

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Sul luogo dell’omicidio (Foto di Brandon Bell, da Getty Images)

Questa è, evidentemente, la stessa posizione sostenuta da Donald Trump, che oggi avrebbe preso le difese del 17enne affermando: “Stiamo valutando le sue azioni, ma avete visto il video. Lui stava cercando di scappare dai manifestanti, suppongo, ed è caduto e lo hanno attaccato molto violentemente. Probabilmente lo avrebbero ucciso”. Al momento il ragazzo si trova all’interno della prigione di Lake County e verrà sottoposto a ben due capi d’accusa: uno per omicidio e uno per tentato omicidio. Stando a quanto emerso e riportato dalla Repubblica, un video mostrerebbe Rittenhouse mentre corre in un parcheggio a Kenosha. Il ragazzo era inseguito da un uomo di 36 anni, Joseph Rosenbaum. L’uomo avrebbe cercato di lanciare un sacchetto di plastica, senza riuscire a colpire l’adolescente, che avrebbe sparato contro il 36enne, uccidendolo. Poi la fuga del ragazzo, inseguito dai manifestanti che ne chiedevano l’arresto. Infine la caduta di Rittenhouse, gli altri colpi sparati e un secondo uomo a terra. La seconda vittima è Anthony Huber, 26enne bianco, che si sarebbe avvicinato al ragazzo per sottrargli l’arma. Gaige Grosskreutz, il terzo manifestante, è invece stato ferito al braccio. La posizione sostenuta dagli avvocati del 17enne è: legittima difesa.


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La visita di Trump, la preoccupazione del governatore e le accuse di Biden

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Intanto Trump, dopo aver preso le difese del ragazzo, sembra voler entrare nell’occhio del ciclone. Proprio per oggi è prevista la sua visita a Kenosha, una visita a proposito della quale il presidente ha detto di voler incontrare la famiglia di Blake. Intanto, dalla famiglia dell’afroamericano ucciso arriva la risposta: un sì all’incontro ma a patto che avvenga in presenza dei loro avvocati e a patto che Trump accetti di vedere il video del ferimento. La visita di Trump è rimasta in programma nonostante le frizioni del democratico Tony Evers, governatore del Wisconsin, che aveva chiesto al presidente di non effettuare una visita che avrebbe rischiato di accentuare gli scontri: “Sono preoccupato che la sua presenza non farà altro che rallentare il nostro lavoro per superare le divisioni”. Intanto il concorrente di Trump per le prossime elezioni, il democratico Joe Biden, avrebbe ribadito: nessuna forma di violenza è giustificata, da ambo le parti. Poi avrebbe puntato il dito proprio nei confronti del presidente Trump: “Non vuole portare luce, vuole generare altra rabbia, sta alimentando la violenza nelle nostre città. Non può fermare le violenze perché per anni è lui che le ha fomentate”.