Eleonora Bottaro, morta di leucemia perché rifiutò la chemio: genitori in appello

Eleonora Bottaro, 17enne malata di leucemia, rifiutò la chemioterapia e perse la vita. Ora in Appello ci finiscono i genitori, accusati di omicidio colposo aggravato. Ma la coppia è pronta al ricorso. 

Eleonora Bottaro

L’accusa che pende sui genitori della giovane Eleonora Bottaro è di omicidio colposo. E si aggiunge anche l’aggravante, poi, della previsione dell’evento. L’evento, chiaramente, è la morte della 17enne malata di leucemia, che si sarebbe in realtà rifiutata di sottoporsi alla chemioterapia. Decisione, la sua, per la quale ora dovranno forse rispondere la mamma e il papà.

Lino Bottaro e Rita Benini, però, non hanno accettato la sentenza del giudice Marina Ventura – che li aveva condannati a due anni a testa. E forti anche del primo verdetto dato dal Gip Mariella Fino (che li aveva prosciolti), i coniugi ora faranno ricorso. L’appuntamento alla Corte d’Appello è previsto per il 12 novembre. Ad occuparsi del caso, i legale della coppia, l’avvocato Raffaella Giacomin.

Il ricorso in appello della coppia

Già pronto il ricorso in appello, che ha visto condannati in primo grado Lino Bottaro e Rita Benini per omicidio colposo, aggravato dalla previsione dell’evento, per non avere sottoposto a chemioterapia la figlia. Il legale della coppia punta tutto sulla sulla sentenza di proscioglimento. “L’istruttoria dibattimentale con il giudice Ventura non ha aggiunto nulla rispetto a quella con il gip Fino. Semplicemente c’è solo stata una interpretazione diversa. Ovviamente noi non condividiamo la tesi del giudice Ventura. Questo perché non c’è stato nessun plagio da parte dei genitori verso Eleonora, che era una ragazza di 17 anni e mezzo, capace di decidere per se stessa”, ha spiegato l’avvocato Giacomin.

Eleonora Bottaro

E viene sottolineata, poi, la maturità della ragazza, che in questo caso risulta elemento fondamentale per la difesa. “Eleonora non era un soggetto debole, facile da plagiare, e questo è dimostrato dalle indagini della procura che hanno fatto emergere come la ragazza sapesse il fatto suo e avesse la sua autonomia decisionale. A tal proposito gli amici scout e i compagni di classe ci sono venuti a dire che Eleonora aveva il suo carattere e spesso era in contrasto con i genitori su alcune problematiche della vita”, ha evidenziato infatti il legale.


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Senza contare un altro dettaglio estremamente importante. Si parla infatti di mancata patria potestà per i due genitori accusati di omicidio. Alla coppia, infatti, era stata sospesa dal Tribunale dei minori il 26 marzo del 2016, giorno in cui venne nominato tutore il professore Paolo Benciolini. Benciolini, però, “non ha mai firmato il protocollo di cura chemioterapica perché Eleonora era contraria“.  E si domanda allora l’avvocato: “Come si può dunque accusare i genitori di omicidio colposo quando la loro potestà genitoriale era sospesa? Anche quando fu portata a Bellinzona in Svizzera Eleonora non è stata curata perché il tutore non aveva firmato il consenso. Incolpare i genitori di omicidio colposo, in questa situazione, è assurdo“.