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Le reti della salvezza – Commento al Vangelo di oggi 3 settembre 2020

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:12
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C’è qualcosa da cui potersi lasciar “catturare” e sentirsi al sicuro? Sì, sono le braccia di Dio. Quelle reti di salvezza che, nell’incontro con Dio, ci traggono in salvo dal nonsenso.

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Le reti della salvezza – Commento al Vangelo di oggi 3 settembre 2020 – meteoweek.com

LITURGIA DELLA PAROLA – Giovedì 3 Settembre 2020

S. Gregorio Magno (m); S. Febe; B. Guala
22.a del Tempo Ordinario (anno A)
Del Signore è la terra e quanto contiene
1Cor 3,18-23; Sal 23; Lc 5,1-11

PRIMA LETTURA

Tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1Cor 3,18-23
Fratelli, nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani». Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 23)

R: Del Signore è la terra e quanto contiene.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. R.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

IL VANGELO DI OGGI – Giovedì 3 Settembre 2020

Lasciarono tutto e lo seguirono.
+ Dal Vangelo secondo Luca 5,1-11
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».

Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DI OGGI – Le reti della salvezza

Gesù, al primo approccio con Simon Pietro, gli chiede un piccolo favore: di scostare un po’ la sua barca dalla riva, così da potervisi sedere e insegnare alla folla sulla spiaggia. Così si mette ad insegnare, con la sua parola piena di dolcezza e allo stesso tempo autorità. E’ sempre Gesù che si avvicina a noi, nella vita, nelle nostre tempeste e nelle nostre difficoltà, e si avvicina con qualcosa che ci colpisce: una testimonianza, un evento, un qualcosa che ci aiuta a comprenderlo, una parola. Pietro, ascoltandolo parlare, ha modo di capire cosa Gesù “offre”, cosa insegna, chi è.

A quel punto Gesù gli chiede di gettare le reti più in là, nel lago, per la pesca. E Pietro subito gli risponde con un appellativo sincero e importante: “Maestro”. Simon Pietro ha già capito che in Gesù c’è qualcosa di bello, di autorevole nel suo insegnamento, e si fida della sua indicazione, nonostante poco prima avesse tentato una pesca senza riuscita. “Sulla tua parola getterò le reti”, gli dice con la prontezza di chi ha aperto il cuore. E le reti si riempono di pesci, come mai gli era accaduto prima. Poi Pietro ha un attimo di esitazione: “Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore”. Adesso in Gesù riconosce un’autorità ancora maggiore, ha capito che Gesù ha qualcosa che proviene da Dio. Gli chiede di allontanarsi da un peccatore come lui, forse per paura di non essere degno di Gesù, confessando subito la sua miseria.

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Ma è quella “miseria” tanto cara a Gesù che gli fa dire di non temere e di seguirlo. Pietro lascia tutto per quel Gesù che ha incontrato quel giorno: la sua vita e il suo cuore non saranno più gli stessi. Pietro sarà pescatore di uomini, cioè sarà una guida per le anime, verso Dio. Questo è ciò che succede a chi accoglie Gesù con cuore sincero e onesto, a chi si lascia conquistare dall’amore di Dio e lascia incagliare la propria anima nella “rete” della salvezza che, tramite la parola di Gesù, ci tira fuori dalle acque informi e desolanti della nostra sofferenza senza Dio.