Referendum costituzionale: da che parte stanno i big della politica?

Da Prodi a De Magistris, dalla Bindi al leader sindacalista Landini. I fronti del Sì e del No al referendum presentano una serie di personaggi di spicco, anche tra quelli senza alcuna carica.

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Romano Prodi voterà No – meteoweek.com

Il giorno del referendum per il taglio del numero dei parlamentari si avvicina sempre di più. Le date del 20 e 21 settembre vedranno milioni di italiani tornare alle urne, in un altro passaggio di ritorno alla normalità delle nostre vite. Si pone davanti ai nostri occhi la scelta di mantenere l’attuale impostazione delle due Camere, oppure ridurre in maniera drastica il numero dei nostri rappresentanti. Ma emerge anche una certa curiosità su quelle che sono le intenzioni di voto di alcuni big della politica. Non mancano gli schieramenti secchi, sia per il Sì che per il No al referendum.

Partendo proprio dalle posizioni contrarie al taglio dei parlamentari, ci sono tanti nomi altisonanti. Tra questi spicca quello dell’ex premier Romano Prodi e di Carlo Cottarelli, uno degli esponenti più importanti di casa Pd. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il candidato governatore in Liguria Ferruccio Sansa. E poi c’è Matteo Orfini, che in questo senso guida il movimento dei “giovani turchi” per il No. Tra le altre posizioni sfavorevoli al taglio dei parlamentari tramite referendum, spiccano anche quelle di Rosy Bindi e del sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

A proposito di politici candidati alle prossime regionali, anche il papabile governatore in Puglia Ivan Scalfarotto voterà No al referendum. La stessa posizione viene assunta dall’ex presidente del Senato Laura Boldrini e dall’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Più nel complesso, sono i piccoli partiti di centro-sinistra a far sapere che ci sarà voto comune e contrario. Tra questi spicca anche Azione, il partito fondato da Carlo Calenda, ma anche Sinistra Italiana, i Verdi, il Partito Socialista e Più Europa. Insomma, il fronte sembra compatto.

Meloni e Fratelli d’Italia scuotono l’opposizione – meteoweek.com

In ambito sindacale Maurizio Landini, numero uno della Cgil, invita gli elettori a votare con la propria testa. Sul fronte dell’opposizione, Matteo Salvini sembra quasi costretto a tornare sui propri passi. Il leader della Lega sembrava fortemente intenzionato a votare No al referendum, ma le posizioni del centro-destra potrebbero indurlo al dietrofront. E se nel Carroccio la posizione è attendista, come si può intuire dalle ultime dichiarazioni di Giorgetti e Zaia, il No di Forza Italia al taglio è netto. Esponenti di spicco come Brunetta, Bernini, Mulè e Rotondi sono contrari.

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Ma a conferma di una posizione non unitaria in questo referendum, nell’opposizione si fanno i conti con la scelta di Fratelli d’Italia. Il partito guidato da Giorgia Meloni voterà in favore del taglio del numero dei parlamentari. Ma anche in casa Movimento 5 Stelle c’è poca unità in tal senso. L’idea di base era quella di votare Sì, in nome di una battaglia condotta negli ultimi anni. Tuttavia, alcuni esponenti pentastellati sembrano intenzionati a votare contro il taglio dei parlamentari. Insomma, a due settimane dal ritorno alle urne lo scenario appare ancora confuso.