Mattarella incalza Ue e governo:” Rendere le risorse disponibili dal 2021″

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:42

La Ue ha risposto con ambizione alla crisi della pandemia da coronavirus ma ora c’è bisogno di affrettare i tempi: deve mettere a disposizione in fretta le risorse del Next generation, già all’inizio del 2021. Altrimenti l’italia farà un’enorme fatica a riprendersi.

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Non bisogna compromettere le loro speranze. Sergio Mattarella interviene al Forum Ambrosetti con un videocollegamento dal Quirinale e, ‘intervistato’ da Enrico Letta, disegna per la prima volta dopo la pausa estiva un quadro definito per l’autunno e l’inverno taliano. Al centro, ovviamente, la crisi Covid e la risposta della Ue che, a differenza del 2008, è stata “ambiziosa” e “all’altezza dello spirito dei padri fondatori”. “I cittadini vivono con ansia il presente e guardano al futuro con incertezza” ha ricordato il Capo dello Stato sottolineando il rischio di un ritorno dell’epidemia e le ripercussioni negative sull’economia e il lavoro. Il processo in atto per la ripresa del Paese deve procedere con grande rapidità per rendere disponibili le risorse già all’inizio del 2021. Dunque “la preparazione dei piani nazionali di rilancio da sottoporre agli organi comunitari deve avvenire con sollecitudine: entra in gioco per i singoli stati il valore delle responsabilità”, sottolinea il Presidente. E i governi, quello italiano per primo, devono creare delle misure adeguate per le generazioni future.


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Mattarella: realizzare rapidamente gli obiettivi prefissati

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Mattarella  fa notare che “la crisi obbliga a livello nazionale e comunitario a fare ricorso massicciamente al debito che inciderà su coloro che ci seguiranno nel tempo”, quindi “non dobbiamo compromettere con scelte errate la speranza per chi verrà di accesso a condizioni sociali ed economiche se non migliori quantomeno pari a quelle di cui abbiamo usufruito”. Le prossime generazioni guarderanno come sono state amministrate le risorse e si chiederanno perché sia avvenuto un tracollo così immediato delle infrastrutture essenziali per la crescita e delle riforme necessarie all’efficienza del sistema sociale ed economico. Il Capo dello Stato indica aspetti positivi e negativi di un processo che è stato comunque ambizioso ma invita a rivedere i trattati, un tabù che le cancellerie devono superare. Mattarella sottolinea infine come il conseguimento degli obiettivi prefissati equivalga a realizzare buona parte di quei progressi che riguardano l’integrazione. Sono progressi indispensabili per una Ue sempre più efficace nel suo ruolo. “Potremmo così superare la pagina infausta della rinuncia al progetto di Costituzione europea e del ripiegamento sul trattato di Lisbona aprendo con coraggio la strada alla revisione dei trattati che da troppo tempo rappresenta un vero tabù per molte cancellerie europee”, conclude infine il Presidente.