Al vaglio dell’esecutivo una manovra da 26 miliardi a sostegno delle famiglie

Un aiuto mensile a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni. L’operazione è legata alla riforma Irpef e al Recovery Fund

elena bonetti si esprime circa l'urgenza di approvare l'assegno unico per i figli

 

La sfida dell’esecutivo è quella di invertire il calo della natalità costante presente ormai da anni nel nostro Paese e che potrebbe essere aggravato dall’effetto Covid sull’economia 2020 e 2021. Per fare ciò, il disegno di legge che ha introdotto il governo prende forma con l’assegno unico e universale per i figli che ha incassato 452 su 453 voti favorevoli da parte dei deputati presenti in aula. Si tratta di una erogazione di denaro mensile che le famiglie dovrebbero ottenere per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza, fino al 21esimo anno di età. Spetterebbe non solo ai lavoratori dipendenti, ma anche ai liberi professionisti, gli incapienti, i disoccupati. L’assegno unico rientra nella riforma fiscale perché un terzo delle risorse necessarie deriverebbero dai fondi attualmente destinati alle detrazioni Irpef per i figli a carico.

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Tempistiche e risorse

Nel mese di settembre il disegno di legge dell’assegno unico dovrà essere approvato dal Senato ed il suo percorso è legato a doppio filo con la legge di Bilancio 2021: dai fondi disponibili dipenderà l’ampiezza dell’intervento. L’assegno unico sarà finanziato in parte con i fondi derivanti dal graduale superamento delle attuali forme di sussidio per le famiglie di cui si stimano circa 15 miliardi da cui poter attingere. Ma per finanziare la misura ne serviranno almeno altri 10 e come sostiene il Ministro per la famiglia, Elena Bonetti, un aiuto potrebbe arrivare dal Recovery Fund e da una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, un pilastro del Family Act approvato dal governo lo scorso 11 giugno. “E’ importante, spiega Bonetti, riuscire a far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021”. Tra le risorse che il governo sta cercando per l’assegno unico, due miliardi dovrebbero andare ad alleggerire il cuneo fiscale a carico delle imprese, che oggi in parte finanziano gli assegni famigliari. Tra gli obiettivi ci sarebbe infatti anche quello di portare completamente a carico della fiscalità generale il finanziamento degli assegni per i figli.