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Salvini: “Bisogna capire se Governo poteva salvare vite e non lo ha fatto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:55
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Matteo Salvini parla a Radio24 e torna sul “piano segreto” del Governo a febbraio: ”All’inizio ci poteva stare, ma adesso siamo a settembre: è giusto capire se il Governo aveva gli elementi per agire prima e salvare vite e non lo ha fatto”.

salvini - meteoweek.com

Il leader della Lega Matteo Salvini torna a parlare di gestione dell’emergenza, Governo e prossime elezioni. A Radio24, infatti, è tornato su quello che sarebbe stato il piano secretato del Governo presentato a fine febbraio: il documento di 40 pagine, pubblicato il 22 febbraio e secretato poco dopo, prevedeva tre possibili scenari nello sviluppo di quella che poi sarebbe diventata una vera e propria epidemia. Si trattava dello studio di un ventaglio di scenari ipotetici, non di una previsione su quanto sarebbe certamente accaduto. A parlare dei tre scenari era stato proprio il direttore della programmazione sanitaria del ministero della Salute, Andrea Urbani, in un’intervista al Corriere: “Il rischio 1, sostenuta ma sporadica trasmissione e diffusione locale dell’infezione. Il rischio 2: diffusa e sostenuta trasmissione locale con aumentata pressione sul Ssn che risponde attivando misure straordinarie preordinate. Il rischio 3: diffusa e sostenuta trasmissione locale con aumentata pressione sul Ssn che risponde attivando misure straordinarie che coinvolgono anche enti e strutture non sanitarie”. Secondo le analisi dello studio sarebbe stato necessario incrementare le scorte di dispositivi di protezione e il numero di posti in terapia intensiva. Ora il leader della Lega torna sul documento: ”Noi chiediamo solo trasparenza, chiarezza. Chiediamo che non ci siano segreti…”. Poi ancora: ”All’inizio ci poteva stare, ma adesso siamo a settembre: è giusto capire se il Governo aveva gli elementi per agire prima e salvare vite e non lo ha fatto”. Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza precisa: “Il Governo non ha mai disposto alcuna secretazione su alcun atto, è stata una scelta del Cts perché si trattava di un documento con ipotesi molto variegate, per non diffondere allarme per un verso ma anche perché il range di ipotesi al vaglio era molto ampio. La valutazione è stata quella di non rendere pubblico uno studio ancora in corso, con un range di ipotesi larghe e differenti, difficili da rendere pubbliche”.

Successivamente, parlando a Radio24, Salvini passa a commentare gli altri provvedimenti del Governo. A proposito degli stadi afferma: ”Con cautela io riaprirei gli stadi di calcio. Con stadi che possono contenere 70-80mila persone, se fai entrare 5-10mila persone con cadenza oraria uno a dieci metri dall’altro si può fare. Hai riaperto i cinema, i teatri… Ci sono migliaia di posti di lavoro che dipendono da questo settore”. Segue una nota sulla scuola: “Da papà voglio certezze. Ad oggi insegnanti, studenti, presidi, non hanno certezze. Siamo l’unico Paese in Europa che ancora sulla scuola non ha bidelli, insegnanti, aule e banchi. E non sarà mica colpa mia”.



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Poi, il tema elezioni regionali. Su questo punto il leader della Lega distribuisce osservazioni un po’ ovunque, dalla Toscana alla Puglia. Partendo dalla Toscana, Salvini afferma: “I toscani sono persone molto concrete. Non è un voto europeo o nazionale, è un voto di rinnovamento, concreto, un voto per la sanità, per le strade, per la raccolta dei rifiuti”. Per quanto riguarda la Puglia, invece, il leader della Lega si è già recato a Francavilla Fontana, una delle due tappe del brindisino con cui verranno chiusi i due giorni di iniziative elettorali per il prossimo voto in Puglia. In occasione del comizio Salvini avrebbe affermato: “Oggi ho cinque incontri in provincia di Brindisi poi prendo l’aereo e vado a Verona e poi in Toscana, ma sabato 12 e domenica 13 siamo di nuovo in terra di Puglia perché io Emiliano lo voglio mandare a casa”. Poi ancora: “Non promettiamo miracoli, non vi dico votate la Lega e in quindici giorni si sistema tutto. Promettiamo cinque anni di impegno, di fatica, di presenza sul territorio, non ci saranno più come mi hanno denunciato oggi, alcuni pugliesi dimenticati. Non è che le province di Brindisi e Taranto valgano di meno rispetto ad altre. Non ci saranno pugliesi di serie A e pugliesi di serie B”.