Conte: “Qualche regola in più, ma si torna in classe in sicurezza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:48

Nel corso della conferenza stampa il presidente del consiglio Conte spiega come le scuole sono pronte a riaprire ed a riaccogliere gli studenti.

Qualche  cambiamento, qualche nuova regola rispetto a prima, ma una cosa è certa: si tornerà in classe: “Il rientro in classe è un rientro in piena sicurezza ed è e sarà il faro di questo governo”, ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa, durante la quale ha voluto ringraziare gli studenti: “Grazie giovani, avete pagato il prezzo più grande”.”Distribuiremo 11 milioni di mascherine al giorno, ha poi spiegato. Insieme al premier ci sono anche i ministri Azzolina, Speranza e De Micheli: “Abbiamo lavorato intensamente alla riapertura delle scuole: quest’anno avverrà in un contesto nuovo e non facile che sfiderà tutto il sistema Italia. Ma grazie al nostro lavoro l’anno scolastico comincerà regorlamente” ha aggiunto Conte, a cinque giorni dalla ripresa ufficiale delle lezioni (alcuni comuni e regioni hanno iniziato prima), tra incertezze e nuove misure per fronteggiare i contagi da Coronavirus. “La scuola riapre regolarmente il 14 settembre”, ha assicurato ancora il premier, che poi si è lasciato andare ad una promessa impegnativa: “Investiremo sulla scuola, non vogliamo più classi pollaio”.  Giuseppe Conte ha anche descritto i possibili scenari: “Potrà scattare nel peggiore dei casi – ha puntualizzato – una quarantena dell’intera classe: ci potranno essere difficoltà, ma invito a rispettare le regole e affrontare con fiducia questo anno. Quest’anno si torna a scuola, in presenza”. “Rivolgo un appello ai principali protagonisti della sfida: ai nostri ragazzi. Mi rivolgo a voi per dirvi grazie, siete stati voi a pagare il prezzo più grande di questa emergenza. La scuola chiusa, la didattica a distanza è stato un peso enorme. La tecnologia che avete a disposizione non ha potuto compensare la rinuncia che siete stati chiamati a compiere” ha poi aggiunto. “Le famiglie italiane non devono dubitare: abbiamo fatto il massimo per dare ai ragazzi il meglio e per regalare alla scuola un nuovo inizio, ha assicurato ancora Conte, che poi ha aggiunto: “L’orario d’ingresso potrà essere scaglionato, di questo ne risponderanno direttamente i dirigenti scolastici”. “Abbiamo predisposto la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite al giorno per studenti e personale” ha poi aggiunto.

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“In soli due mesi abbiamo reperito 2,5 milioni di banchi nuovi. Alcuni di questi banchi sono stati già distribuiti, continueremo in tutto il mese di settembre. Il programma di consegne finirà entro ottobre”, ha quindi affermato il premier. “Abbiamo previsto – ha proseguito – che siano le famiglie a misurare la temperatura ai loro figli in modo da essere sicuri che la temperatura non sia superiore a 37,5 e che non ci siano sintomi collegati al Covid. Se ci sono sintomi la famiglia dovrà avvisare la scuola e il medico. Se lo studente avrà sintomi a scuola andranno allertati i genitori che poi dovranno contattare il medico e insieme con la Asl valuteranno se fare il tampone e, in caso di esito positivo, i medici decideranno per la quarantena dei compagni e del personale scolastico che è venuto a contatto con il ragazzo positivo”. Rivolgendosi poi ai docenti, Conte ha detto: “Se medici e infermieri sono stati i primi in trincea, voi ora diventerete il punto di riferimento a cui tutta la società guarderà per proteggere i nostri ragazzi, educarli. Tutto passa dalla scuola, è una nuova sfida, un impegno di tutti, il governo c’è, i responsabili regionali ci sono. Una sfida che vogliamo vincere tutti insieme”. “Siamo certi che è stato giusto chiudere le scuole e che è necessario e doveroso riaprirle adesso”, ha invece commentato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Abbiamo l’imperativo morale – ha sottolineato – di restituire alle famiglie e agli studenti un pezzo di normalità, di speranza e di futuro. “A scuola ci sono delle regole, delle misure sanitarie, ma anche adulti preparati. La scuola è il luogo meno rischioso” ha aggiunto. “L’unica via – ha continuato la ministra – è garantire una grande alleanza con le famiglie. Dobbiamo essere tutti responsabili, anche fuori dalla scuola. La scuola ha bisogno di essere protetta il più possibile”.