Covid, stop a sperimentazione vaccino AstraZeneca: reazioni “non spiegabili”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:13

E’ scattato lo stop alla sperimentazione del vaccino di AstraZeneca. I test avrebbero generato problemi “non spiegabili” su uno dei volontari, in Gran Bretagna. Fauci commenta le tempistiche per trovare un vaccino: “Improbabile un vaccino entro la fine dell’anno”.

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La sperimentazione sul vaccino per il coronavirus di AstraZeneca avrebbe procurato complicazioni “non spiegabili” su uno dei volontari in Gran Bretagna. AstraZeneca stava sviluppando il vaccino insieme all’Università di Oxford, fino all’insorgenza delle problematiche. Da lì, l’immediato stop temporaneo, nel quale l’azienda si occuperà di esaminare la questione, per comprendere le motivazioni della reazione avversa. “Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatto scattare una pausa”, spiega un portavoce di AstraZeneca. “Si tratta di un’azione di routine che si verifica ogni volta che c’è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test” per “indagare e assicurare allo stesso tempo il mantenimento dell’integrità del processo dei test”. Poi ancora: “Nei test si possono verificare per caso più ampie reazioni ma devono essere valutate indipendentemente con attenzione“. Intanto, a Wall Street crolla il titolo in borsa del colosso farmaceutico. Un brutto colpo per uno dei vaccini più promettenti. Il vaccino AstraZeneca-Oxford University aveva dato adito a speranze: addirittura si credeva che il vaccino potesse essere uno dei primi ad arrivare sul mercato. Alte erano le attese per i test sperimentali della fase 3, che nelle ultime settimane hanno coinvolto circa 30.000 persone distribuite tra Stati Uniti, Regno Unito, Brasile e Sud Africa.


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Tutto, ora, dipenderà dalle analisi condotte durante questo stop. Sarà l’agenzia regolatoria per i medicinali (Ema o Fda) a dover nominare un comitato di esperti indipendenti. Attraverso analisi approfondite si cercherà di capire le cause di questi “problemi non spiegabili”. Si cercherà, in sostanza, di capire se siano legati al caso singolo o al vaccino. Sergio Abrignani, immunologo, ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano, spiega: “Nella metà dei casi si riparte perché gli esperti concludono che non è dovuto al vaccino, nell’altra metà dei casi resta il dubbio e proprio per questo si ferma lo studio, per un problema di sicurezza”. Poi ancora: “Lo stop non significa che il vaccino è morto, perché è normale, quando si allarga il numero di partecipanti di un trial in fase di efficacia e sicurezza che possano verificarsi reazioni avverse, non necessariamente dovute al vaccino. Quello che è successo è la prova che gli studi di efficacia e sicurezza servono. In genere questi stop durano 6-8 mesi, ma se il problema dovesse essere facilmente individuato anche meno”. E sulle tempistiche per trovare un vaccino efficace si esprime anche Anthony Fauci, che proprio di recente avrebbe affermato: “E’ improbabile che avremo una risposta definitiva sulla sicurezza e l’efficacia di un vaccino entro la fine dell’anno”.