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Giustizia o Misericordia? | Il Vangelo di oggi mercoledì 9 settembre 2020

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:19
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Giustizia o misericordia? Cosa prevale in Dio? Scopriamolo con questo Vangelo, che ci farà vedere il mondo sotto una luce totalmente diversa dalla nostra.

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Giustizia o Misericordia? Il Vangelo di oggi 9 settembre 2020 – meteoweek.com

LITURGIA DELLA PAROLA – Mercoledì 9 Settembre 2020

S. Pietro Claver; S. Giacinto; B. Giacomo D. Laval
23.a del Tempo Ordinario
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio
1Cor 7,25-31; Sal 44; Lc 6,20-26

PRIMA LETTURA

Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1Cor 7,25-31
Fratelli, riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. Penso dunque che sia bene per l’uomo, a causa delle presenti difficoltà, rimanere così com’è. Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla. Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato.

Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella loro vita, e io vorrei risparmiarvele. Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 44)

R: Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
E’ lui il tuo Signore: rendigli omaggio. R.

Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini sue compagne
a te sono presentate. R.

Condotte in gioia ed esultanza
sono presentate nel palazzo del re.
Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai principi di tutta la terra. R.

IL VANGELO DEL GIORNO – Mercoledì 9 Settembre 2020

misericordia sermone montagna
Sermone della montagna (Adobe Stock)

Beati i, poveri. Guai a voi, ricchi.
+ Dal Vangelo secondo Luca 6,20-26
In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo.

Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti”.
Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DI OGGI – Giustizia o misericordia?

Il Vangelo di oggi, così complesso e difficile da comprendere, può essere riassunto in due parole: giustizia e misericordia. Dio, che è tanto giusto quanto misericordioso, e che anzi, eccelle più di ogni altra caratteristica in misericordia, avverte il suo popolo in questa giornata (allora, come oggi stesso), di ci sono coloro che Lui eleverà come giusti e quali quelli di cui dovrà avere immensa misericordia. Dio giustificherà e chiamerà beato chi è ora in una situazione di disagio, in particolare a causa del suo nome, promettendogli la vita eterna. Chiama giusto il povero, l’affamato, l’afflitto, poiché la sua sofferenza vissuta onestamente sarà per lui motivo di salvezza.

Questa fame e questa sofferenza sono a causa di quella mancanza che Dio solo può colmare e lenire.

Dovrà invece avere più misericordia di chi ha tutto, di chi ha la “pappa pronta” e non conosce la sofferenza, perché essa rende più sensibili agli altri, verso la vita e verso Dio.

Annuncia guai per chi ha già la sua “consolazione”, ovvero a chi ha talmente tante cose che non si guarda dentro, che ha smesso di cercare. Che, in particolare, non cerca più qualcosa di più oltre l’orizzonte. Che ci sarà o non ci sarà questo Dio e questa vita eterna, a lui non importa. Non gli importa quindi nemmeno di avere cura degli altri. Nessuno sa, nessuno vede, basta che il suo stomaco sia sazio!

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Stessa cosa anche per chi è in grande spensieratezza ed euforia, ridendo sempre. Ciò non vale per chi ha forza d’animo e nonostante le sofferenze riesce a sorridere. Ma riguarda chi si beffa delle disgrazie altrui, che prima o poi capiteranno nella sua vita come ad ognuno, e allora piangerà! E guai, dice Gesù, quando tutti diranno bene di voi… vuol dire che c’è falsità. La verità di una persona, della sua storia, attira maldicenze, anche invidie a volte.

Dio chiamerà giusti i primi, i “beati”, e malcapitati i secondi, per cui annuncia guai. Così, starà a Gesù usare la sua infinita misericordia per soccorrere chi, ai suoi occhi è davvero più sventurato. Sotto una luce che non è quella del mondo, dove chi ha tutto è vincente!

Vediamo infatti come la visione che ha il mondo non è affatto uguale a quella di Dio, dove la sofferenza ha un valore salvifico ed è tutt’altro che una disgrazia. Dice la Bibbia:

(Sir 2, 1-11) “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante , non ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.

Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui. Affìdati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui.

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Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere. Voi che temete il Signore, confidate in lui, e la vostra ricompensa non verrà meno. Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici, nella felicità eterna e nella misericordia, poiché la sua ricompensa è un dono eterno e gioioso.

Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato?

Perché il Signore è clemente e misericordioso, perdona i peccati e salva al momento della tribolazione“.

Gesù non ci vuole però sofferti senza un fine, ci vuole umili per la vita eterna. Ci sono tanti “giusti che non hanno bisogno di conversione” nel mondo, e solo Dio sa chi sono. Sta di fatto che Dio “corregge chi ama” e che gli ultimi di questo mondo saranno i primi, e viceversa.

Ma nulla è mai perduto, e Gesù desidera un abbandono confidente a Lui. Poiché tanto più è grande la miseria del peccatore, tanto più ha diritto alla Sua Misericordia, disse Gesù a Santa Faustina Kowalska.

Un momento in musica per meditare le beatitudini:

Il punto in cui ci fu l’estrema manifestazione di Amore e Misericordia da parte di Gesù fu al momento della sua morte. Dice Gesù di quel momento solennissimo: “In quell’ora – ha detto successivamente – fu fatta grazia al mondo intero, la misericordia vinse la giustizia” (Q V, pag. 517).

Tutto è nelle mani dell’infinita giustizia e soprattutto della sua immensa misericordia.