Sesso a pagamento in auto con un sedicenne: arrestato Don Felice La Rosa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:09

L’ex sacerdote Don Felice La Rosa è stato arrestato con l’accusa di atti sessuali con minori. L’episodio avvenne un anno fa: sorpreso in auto a fare sesso con un sedicenne di nazionalità bulgara dietro pagamento con somme di denaro

Arrestato l’ex sacerdote Don Felice La Rosa: nuovamente nei guai per abusi sessuali – meteoweek.com

Un ex sacerdote, Don Felice La Rosa, é stato arrestato e posto ai domiciliari. L’accusa è pesante: atti sessuali con minori. La notizia é riportata dai quotidiani locali calabresi e finita subito alla ribalta delle cronache nazionali, trattandosi dell’ennesimo episodio che vede coinvolto un esponente della chiesa a sfondo sessuale.

A carico di La Rosa, 44enne ex parroco di Zungrì, in provincia di Vibo Valentia, è stata eseguita da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Gerardo Dominijanni e del pm Marco Lojodice.

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Sesso a pagamento, lo stesso prete era recidivo

I fatti contestati all’ex parroco risalgono allo scorso anno. La Rosa era stato sorpreso dagli agenti del commissariato di Gioia Tauro in auto, tra Rosarno e San Ferdinando, con un sedicenne di nazionalità bulgara. Di quest’ultimo avrebbe abusato dietro il pagamento di una somma di denaro. Difeso dagli avvocati Guido Contestabile e Pietro Antonio Corsaro, per lo stesso reato il prete era stato arrestato già nel 2016. Fu condannato in via definitiva a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Si è macchiato nuovamente dello stesso episodio, fattore che fa scattare la recidiva.

In seguito a quell’episodio gli inquirenti hanno avuto modo di accertare dunque anche altri episodi analoghi. L’ex parroco avrebbe tentato in altre occasioni di compiere atti sessuali con minorenni bulgari fra Rosarno e San Ferdinando, in cambio di piccole somme di denaro. Nel settembre del 2019, don Felice La Rosa era stato arrestato per effetto di una condanna a due anni e quattro mesi, pena che già scontata, per il reato d’induzione alla prostituzione minorile, reato contestato nell’ambito dell’inchiesta “Settimo Cerchio”.