Home Cronaca Morte Willy, parla il titolare di una birreria: “Ho incontrato gli arrestati”

Morte Willy, parla il titolare di una birreria: “Ho incontrato gli arrestati”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:14
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Morte Willy, il lungo post sugli arrestati a Colleferro. A parlare è il titolare di una birreria. “Sì, li ho incontrati e ho avuto paura. I ragazzi alla ribalta delle cronache sono stati anche da me, era una sera d’inizio estate”

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aggressori Willy – meteoweek.com

 

Il lungo post su Facebook di Stefano Sorci, titolare di una birreria di Giulianello, che racconta l’incontro con gli arrestati nell’indagine per la morte del 21enne Willy Monteiro Duarte, ucciso a calci e pugni a Colleferro. “I ragazzi alla ribalta delle cronache sono stati anche da me, era una sera d’inizio estate. È stata una mezz’ora, sul tardi, e non è successo nulla di particolare. Eppure, tutti i presenti, quella mezz’ora se la ricordano bene. Anzi, ne ricordano bene i primi dieci minuti, quelli sufficienti a fargli passare la voglia di restare”.

“Eravamo seduti tutti fuori, e ci siamo girati improvvisamente a guardare il Suv che sbucava dall’arco a tutta velocità per poi inchiodare a due metri dai tavolini. Sono scesi in 5 col classico atteggiamento spavaldo di chi a 25 anni gira col Suv, in gruppo, coi capelli tinti, le catene al collo, i vestiti firmati, i bicipiti tirati a lucido e le sopracciglia appena disegnate”. “E’ calato subito il silenzio, sono stato costretto ad alzarmi quando ho sentito un poco promettente ‘chi è che comanda qua dentro?’, detto dal primo che si era affacciato sulla porta. Sono andato verso il bancone senza neanche rispondere, mentre loro mi seguivano dicendo ‘ah, ecco, comanda lui, è questo qua”.

“Da titolare della birreria, ho avuto solo paura”

Sorci spiega di aver “pensato con rabbia alla mia vigliaccheria, al mio non aver proferito parola, al mio averli serviti con educazione mentre mi mancavano palesemente di rispetto in casa mia, e anche al fatto che avevano la metà dei miei anni. Ho pensato che avevo soltanto chinato il capo davanti alla prepotenza. Poi – come riportato da Leggo – ho sperato di non vederli più, perché se fossero tornati non avrei sicuramente reagito neanche la seconda volta, e ho pensato che avevo avuto paura. Semplicemente. Tristemente”.

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Ho visto con la coda dell’occhio tutti i tavoli fuori svuotarsi, le persone buttare un occhio dentro e andar via. E, mentre cercavo di rispondere alle domande, loro hanno iniziato a fare una gara di rutti sopra la mia voce a cui non ho reagito in nessun modo. Non contenti del mio restare impassibile, hanno proseguito la provocazione iniziando a rimproverarsi a vicenda. Oggi per Willy, provo tanta ammirazione”.