Di Battista: “Alle regionali la più grande sconfitta per il Movimento 5 Stelle”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:10

Alessandro Di Battista non ha pietà dopo l’esito delle regionali, che stona con la buona riuscita del referendum. “Il tema è l’innegabile crisi identitaria del Movimento”, dichiara.

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Alessandro Di Battista – meteoweek.com

Alessandro Di Battista non riesce a usare mezzi termini, per commentare l’andamento della nuova tornata elettorale. In particolare, l’attivista del Movimento 5 Stelle commenta in maniera negativa l’esito per i pentastellati. Per quanto possa essere andata sul fronte del referendum, con una schiacciante vittoria del Sì, è arrivata però una nuova batosta. È quella derivata dalle regionali, in cui solo in Campania il Movimento ha superato la quota del 10%. E questo risultato non può far sorridere Di Maio e i suoi seguaci, come ribadisce Di Battista.

Con un lungo video pubblicato su Facebook, l’attivista romano è partito con una premessa. Nel suo mirino, in questo caso, ci sono però tutte le forze politiche scese in campo in questo lungo weekend elettorale. “Se c’è una cosa sgradevole nel giorno dopo le elezioni, è che sembra che abbiano vinto tutti – debutta – . Così evidentemente non è, occorre affrontare la realtà con onesta intellettuale e lucidità“. Partendo dall’esito del referendum, Di Battista ha ammesso il proprio scetticismo, ma ammette che questo è un successo per i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Le scelte sono state azzeccate e sono stati costretti a votare Sì anche alcuni parlamentari che non volevano tagliarsi da soli“, ha affermato con forza Di Battista. Il cui occhio va però anche al 70% dei voti che non vanno considerati solo un successo dei pentastellati. “Non bisogna commettere un errore, si tratta di un bellissimo risultato – dichiara – . I due precedenti referendum sono stati bocciati dagli italiani, questo esito vuol dire che il quesito era giusto e comprensibile. Gli italiani hanno apprezzato che si intervenisse sulla Costituzione in questo modo“.

Ma al tempo stesso, Di Battista ammette che buona parte degli elettori del Sì non amino il Movimento. “C’è chi, come me, ha ritenuto che attraverso questa riforma si apra in maniera inevitabile il campo per la nuova legge elettorale. Abbiamo problemi molto più impellenti, ma al tempo stesso finchè ci sarà un Parlamento nominato dai segretari di partito e non scelto dai cittadini, risponderà sempre meno alle logiche del popolo“. Dibba fa capire che esultare in questo modo sia fuorviante e non giusto. Per questo motivo si va ai risultati delle regionali.

Alessandro Di Battista tira fuori gli artigli – meteoweek.com

Risultati che portano, secondo Di Battista, a quella che è stata “la peggiore sconfitta del Movimento 5 Stelle“. E si sciorina qualche dato, ad esempio quello della Campania in cui si è scesi al 10% ottenuto nello scorso weekend. O come la Puglia, in cui è stata adottata una linea diversa ma si è scesi dal 17% al 10%. Nonostante la polemica fatta partire sul voto disgiunto. In Liguria, dove il Movimento 5 Stelle si è candidato in alleanza con il Pd, i voti per i pentastellati sono scesi al 7,8%. Nelle Marche e in Veneto ci sono stati ulteriori cali, specialmente in quest’ultimo caso in cui si è ottenuto il 2,7% con la perdita di consiglieri regionali.

Io credo che in questo momento – prosegue Di Battista – parlare di alleanze sia del tutto sbagliato. Sia per coloro i quali sono totalmente contrari, sia per coloro che sono favorevoli. Non è il tema dell’ordine del giorno della crisi del Movimento. Lo dimostra l’elezione del collegio in Sardegna, avvenuto in precedenza solo con voti del Movimento. Ora ha vinto il centro-destra, noi ci siamo presentati insieme al Pd e siamo scesi dal 41% da soli al 28% insieme“.

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E allora Alessandro Di Battista e trova il buco in casa pentastellata: “Il problema principale è la crisi identitaria del Movimento 5 Stelle“. Dibba non vuole essere disfattista e svela il suo sogno, che in questo momento è in profonda crisi. “Se manca l’identità, manca la comunità e inevitabilmente i voti non arrivano. Mi preoccupa questo, ovvero il nostro indebolimento“. E quando si rivoterà, tra due anni e mezzo, con queste percentuali sarà più facile la restaurazione, che spaventa e non poco Di Battista.