Regionali Veneto, Zaia trionfa ma ribadisce: “Non ho ambizioni nazionali”

Chiaro il risultato delle elezioni regionali in Veneto: Luca Zaia si riconferma governatore con un vero e proprio trionfo. Luca Zaia avrebbe raggiunto oltre il 75% di voti favorevoli. Arturo Lorenzoni, principale candidato di centrosinistra, porterebbe invece a casa un 16,8%.

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(Foto di Alberto Pizzoli, da Getty Images)

Un vero e proprio trionfo quello di Zaia nelle elezioni regionali in Veneto: il governatore viene riconfermato con una maggioranza nettissima, che arriva al 75%. Di riflesso, si è registrato un 16,8% per Arturo Lorenzoni, principale candidato di centrosinistra, al 16,8%. Il candidato 5Stelle, invece, Enrico Cappelletti, resta al 3,38%. Un dato importantissimo, anche in virtù dei rapporti di equilibrio all’interno della Lega. Zaia è infatti considerato un’alternativa possibile all’attuale leader della Lega Matteo Salvini, e questa maggioranza netta potrebbe riconfermare i sospetti. Stando a una proiezione Rai, la lista personale del governatore potrebbe attestarsi oltre il 52%, superando la lista ufficiale della Lega (inferiore al 15%). Seguono poi: Partito Democratico con il 13,6%, Fratelli d’Italia con l’8,3%, la Lista Veneta con il 2,9%, il Movimento 5 Stelle con il 2,7%, Forza Italia con il 2,6%, Europa verde con l’1,7%, il Veneto che Vogliamo con l’1,5%, il Movimento 3v con lo 0,9%, Rifondazione-pci con lo 0,8% e gli altri al 2,8%. Eppure Matteo Salvini sembra voler abbassare i toni e ridimensionare possibili tensioni interne: “Nessuna competizione, sono orgoglioso”.


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Dall’altro lato, Zaia ribadisce di non voler lasciare il territorio per trasferirsi a Roma: “Con Salvini ci siamo messaggiati, si è congratulato. Per me non cambia nulla, non ho ambizioni nazionali, amministrerò 5 anni”. Sul tema Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega e a capo del partito in Veneto, risponde: “Nessun dualismo tra Zaia e Salvini. E comunque la lista Zaia è espressione della Lega, gli eletti sono tutti di partito”. Poi ancora: “Il nostro obiettivo era superare il 50% fra le due liste, per avere consiglieri leghisti che facessero la maggioranza nel consiglio regionale Veneto.. Staremo a vedere come va a finire, È stato premiato molto chiaramente il governatore Zaia, la sua attività negli ultimi anni, la gestione eccezionale dell’emergenza Covid. È voto di stima di fiducia nelle sue battaglie nella sua amministrazione”. Per quanto riguarda gli altri candidati, tra amarezze e delusioni c’è chi è pronto a stare all’opposizione, come Lorenzoni: “Complimenti a Luca Zaia che ha costruito un consenso fortissimo, personale. Noi prendiamo atto. Inizia un percorso di opposizione che sarà costruttivo perché abbiamo bisogno di una politica diversa nell’ambito del consiglio regionale”. Enrico Cappelletti, candidato M5s, intanto commenta in questo modo: “Un momento così drammatico come la crisi da Covid in qualche maniera ha aiutato ad attirare l’attenzione sulla gestione della Regione durante quel periodo, rispetto alle ipotesi di alternativa che in un momento normale sarebbe stato facile comunicare”.