Salvini all’angolo: il costo della sconfitta contro Zaia e Meloni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:14

L’exploit di Zaia in Veneto e il sorpasso della Meloni al sud mettono all’angolo Salvini che è spettatore di un futuro che doveva essere suo.

Salvini all’angolo: il costo della sconfitta contro Zaia e Meloni – meteoweek

Un miracolo che ha il nome di Emiliano, un’escalation che ha il nome di Zaia: il risultato è una punizione per il leader della Lega, Salvini che si trova messo all’angolo a un passo dal futuro che sognava da mesi. Si avvicinano le elezioni e a destra continua a perdere consensi, a sinistra non ne parliamo nemmeno. Poteva vincere se avesse espugnato con Fitto anche la Regione Puglia, ma il Fato non è dalla sua e la luce in fondo al tunnel è sempre più lontana. Non c’è più l’immagine del leader trionfatore nelle guerre territoriali – vinse il Friuli, il Trentino, la Sardegna, l’Umbria e trascinò il centrodestra nella conquista del Molise, della Basilicata, dell’Abruzzo.

La Meloni è stata quella che nei giorni scorsi diceva: “Se le Regionali finiscono con un cappotto a nostro favore, il presidente Matttarella dovrà riflettere…”. Ossia sciogliere le Camere e mandare il Paese al voto. Il cappotto tanto sognato da Giorgia non c’è stato. E questo garantisce la prosecuzione della legislatura e nessuna chiamata alle urne a breve, e il fattore tempo dilatato gioca a favore di Giorgia perché le consente di lavorare ancora alla crescita della sua reputazione che Salvini, comunque, da superare è veramente difficile. Saranno i suoi occhioni o il suo gusto per i cornetti e la comunicazione semplice ma agli italiani piace proprio tanto.

Leggi anche –> Regionali 2020: lo scontro nel centro destra tra Salvini, Meloni e Zaia

Leggi anche –> Spunta il murales con Renzi e Salvini che accoltellano Cesare, ovvero Giuseppe Conte

Leggi anche –> Il quotidiano francese “Le Monde” loda Zaia: Salvini in ombra, Zaia vero leader

Meloni ai blocchi di partenza sulla strada per superare Salvini – meteoweek

Adesso, comunque, al tavolo delle decisioni si siede anche Zaia, imperatore dello sguardo fermo, della voce decisa e dei voti veneti.

rispetto alle regionali del 2015, raddoppia il proprio consenso personale portando la lista che porta il suo nome dal 23% al 44%, e il suo consenso complessivo a un siderale 77%, grazie all’ottima gestione dell’emergenza Covid. Una vittoria del genere autorizza a puntare alto: l’acquario Veneto ormai è troppo piccolo per il consenso del suo governatore. Che può legittimamente contendere la leadership della Lega al suo attuale Capitano, o perlomeno provare a correggerne la rotta, portarlo sulla strada giusta.

Nell’immediato, dentro il partito nessuno contesterà la leadership salviniana, men che meno Zaia che punta a un ruolo di riserva della Repubblica ma nel futuro chissà… è così accattivante il profumo del potere che anche a destra c’è il rischio di perdersi.