Operazione “billions” a Reggio Emilia: sequestrati beni per 24 milioni di euro

Arrestato anche un soggetto di spicco della criminalità calabrese, protagonista della guerra di ‘ndrangheta negli anni ’90. Molti degli arrestati percepivano il sussidio di cittadinanza.

sequestrati beni per oltre 24milioni di euro in un blitz a reggio emilia
Gdf impegnata nell’operazione “billions”. meteoweek.com

L’operazione “Billions“, condotta dalla Squadra mobile della questura di Reggio Emilia, supportata dal Servizio centrale operativo della polizia di Stato, e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, ha permesso di scoprire “un’organizzazione che, con una metamorfosi criminale, ha sostituito i tradizionali reati con un complesso sistema finalizzato alla commissione di reati di natura finanziaria“. Per tanto sono state eseguite numerose misure cautelari personali per frode fiscale, bancarotta e riciclaggio nonché sequestri di beni e disponibilità finanziarie per un totale di 24 milioni di euro nei confronti dei presunti membri di un’organizzazione criminale avente base a Reggio Emilia e operante su tutto il territorio nazionale. Tra questi, è stato arrestato un soggetto di spicco della criminalità calabrese, noto negli anni’90 per essere stato uno dei protagonisti della guerra di ‘ndrangheta a Reggio Emilia. I militari hanno anche accertato che alcuni degli indagati risultano beneficiari di reddito o pensione di cittadinanza per un totale di oltre ottanta mila euro erogati dallo Stato senza alcun titolo da parte dei beneficiari.

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La mafia al centro-nord

Correva l’anno 2003 quando per la prima volta nella storia delle relazioni della DIA compare la cartina della Lombardia a sancire ufficialmente la presenza della ‘ndrangheta nella principale regione del Nord Italia. A Milano, nella sua provincia e nel resto della regione la ’ndrangheta ha consolidato il suo radicamento attraverso la stretta interconnessione tra le cosche presenti e la “casa madre” calabrese. La Lombardia è al quarto posto per numero di immobili confiscati (dopo Sicilia, Campania e Calabria) e al quinto per il numero di aziende confiscate (dopo Sicilia, Campania, Lazio e Calabria). L’attività investigativa ha dimostrato una tendenza sempre maggiore di tentativi di infiltrazione nel settore degli appalti pubblici e nel rilascio delle autorizzazioni, licenze e concessioni pubbliche. In particolare, i settori commerciali più colpiti sembrano essere quelli della ristorazione, giochi e scommesse, costruzioni, autotrasporto di merci, autodemolizioni, commercio di auto.