Il sottosegretario alla salute sul caso Genoa: “il campionato di serie A deve essere sospeso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:08

Sul caso Genoa il virologo Crisanti non ha dubbi: “serve più isolamento. Allentarlo è stato un errore”. Inflessibile sull’efficacia dei tamponi.

sottosegretario Zampa favorevole alla sospensione del campionato in seguito a contagiati covid
Stadio del Genoa. meteoweek.com

“Il campionato di serie A deve essere sospeso”, queste le parole secche ed inequivocabili che il sottosegretario alla salute, Sandra Zampa, ha espresso ai microfoni di Radio Capital parlando dei 14 calciatori Covid-positivi del Genoa. La Zampa sottolinea che difronte ad un numero così elevato di contagiati, non si possa fare altrimenti, se non fermare il campionato, appunto. “I positivi non sono in grado di giocare e potrebbero contagiare altre persone”, prosegue il sottosegretario, affermando che “il protocollo è stato sottoscritto anche dalla federazione calcio”. Circa la presenza del pubblico sugli spalti, Zampa fa sue le dichiarazioni del comitato tecnico scientifico il quale è radicalmente contrario. Secondo il virologo Crisanti l’errore è stato commesso quando si è permesso ai giocatori di allentare le misure di isolamento: “gli errori sono nei comportamenti e non nell’efficacia dell’esame”. “I tamponi sono e restano lo strumento più efficace per accertare la positività. Questa della squadra del Genoa è una storia che rientra perfettamente nella dinamica di trasmissione del virus. Non c’è tampone che tenga se le regole per i giocatori sono diverse da quelle degli altri cittadini”, questa la risposta di Crisanti a chi mette in discussione l’efficacia del test.

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Nessun allenamento dunque, per i giocatori del Genoa. Il club aveva già deciso lo stop ancor prima della disposizione della Asl, che ha sospeso ogni tipo di attività per la prima squadra in attesa di accertamenti. Tutti i giocatori, anche i negativi, hanno trascorso la giornata di martedì in totale isolamento. In attesa di un nuovo giro di tamponi. Nessuno può escludere al momento che possano esserci altri casi, oltre ai 14 tra giocatori e staff, che hanno inevitabilmente destabilizzato il mondo del calcio e cambiato i programmi in casa rossoblù. Flavio Ricciardella, direttore generale del Genoa, commenta così l’accaduto: “non possiamo allenarci, probabilmente non potremo farlo nemmeno nei prossimi giorni. E’ chiaro che poi affrontare una partita in queste condizioni mi sembra particolarmente difficile. Però aspettiamo quello che deciderà la Lega e soprattutto cosa ci dirà di fare l’Asl nei prossimi giorni relativamente agli allenamenti”. Secondo Matteo Bassetti, primario di malattie infettive all’ospedale San Martino, il rischio, è quello di “far circolare soggetti negativi al tampone ma in fase di incubazione che trasmettono il virus e chiudere in casa altri con tampone positivo che non trasmettono a nessuno”; queste le parole del primario Bassetti dopo che, a poche ore dall’esito di tamponi negativi per tutta la squadra si è assistito a numerose positività da parte degli stessi.