L’italiano Carlo Mazzone tra i 10 docenti più bravi del mondo: premio da 1mln di dollari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:12

Carlo Mazzone è il primo docente italiano a finire tra i dieci finalisti del Global Teacher Prize 2020, premio che omaggia i migliori professori del mondo. In palio 1 milione di dollari da spendere in progetti scolastici.

Carlo Mazzone Global Teacher Prize
Carlo Mazzone, professore finito tra i 10 finalisti del Global Teacher Prize 2020 

Giunto alla sesta edizione, il Global Teacher Prize 2020 conta quest’anno un professore italiano tra i 10 finalisti. Si tratta di Carlo Mazzone, che insieme ad altri suoi colleghi internazionali si contenderà il riconoscimento da 1 milione di dollari istituito dalla Varkey Foundation e da usare per progetti legati alla scuola. Il vincitore dell’iniziativa sarà annunciato durante la cerimonia di assegnazione del Global Teacher Prize, fissato per il 3 dicembre 2020 attraverso un appuntamento virtuale (data l’emergenza Covid-19 in corso) in diretta dal Natural History Museum di Londra. Sempre in questa occasione, verrà anche annunciato un riconoscimento a un “eroe”, ovvero al docente che “si è spinto oltre” per far sì che i giovani possano continuare ad apprendere e imparare durante la pandemia.

Carlo Mazzone, primo docente italiano finalista 

Carlo Mazzone, 55enne di Ceppaloni e docente di informatica a Benevento, ha sfidato ben 12mila professori provenienti da 140 paesi diversi, prima di arrivare tra i 10 finalisti. Ora accanto a lui ci sono, tra gli altri, Jamie Frost (Inghilterra), Mokhudu Cynthia Machaba (Sudafrica), Leah Juelke (Stati Uniti) e Yun Jeong-hyun (Corea del Sud). Mazzone, però, è anche il primo insegnante italiano che è riuscito ad arrivare così in alto in questa significativa competizione.

E a chi gli chiede cosa farà con i soldi del premio in caso di vittoria, Mazzone non ha dubbi: “Vorrei usare quei soldi per aiutare gli studenti a diventare imprenditori di loro stessi, per combattere l’abbandono scolastico che al Sud è drammatico. Perché per ogni ragazzo che abbandona gli studi, si perde un pezzo di futuro”. Il docente, del resto, crede molto nell’importanza dell’inseguire i propri sogni e del costruirsi il proprio futuro.

Come spiega ai media che lo hanno intervistato, era lui stesso da giovane considerato la “pecora nera” di casa. Figlio e fratello di docenti, insegnanti e presidi, amanti delle materie umanistiche, il suo sogno era quello di fare lo scienziato. Amava l’elettronica e l’informatica, tanto che mancando volumi sulla sua materia negli anni ha cominciato a scriverli basandosi sulle sue esperienze lavorative e in classe. E proprio in classe, le sue lezioni pratiche assumevano (e assumono ancora) l’aspetto di sfide tra gruppi di alunni per creare progetti – molti di questi, tra l’altro, premiati anche a livello europeo.


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Gli auguri di Stefania Giannini 

Al sopraggiungere dell’incoraggiante notizia, Stefania Giannini, vicedirettore generale dell’Unesco per il settore educazione, ha personalmente fatto le sue più sincere congratulazioni al docente di Ceppaloni. “Spero che la sua storia, scelta tra i tanti talentuosi e motivati docenti, ispiri chi vuole intraprendere la professione e metta in luce l’incredibile lavoro svolto quotidianamente dagli insegnanti in Italia e nel mondo”.

Del resto, “il Global Teacher Prize è stato creato per mettere in luce l’importante ruolo svolto dagli insegnanti nella società. Rendendo note migliaia di storie di eroi che hanno trasformato la vita dei più giovani, il premio mira a mettere in primo piano l’eccezionale lavoro degli insegnanti in tutto il mondo, quest’anno, più che mai, abbiamo visto gli insegnanti andare oltre per far sì che i giovani continuassero a imparare in tutto il mondo”, ha sottolineato Sunny Varkey, imprenditore, filantropo, e padre del premio.