Atac e la truffa dei falsi certificati di malattia: il giallo del pediatra arabo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:58

Truffa ai danni dell’Atac: sarebbero almeno una ventina i dipendenti ad aver consegnato certificati di malattia falsi. I referti non sarebbero stati scritti dal medico, ma riportano il timbro di un pediatra arabo. 

atac certificati falsi
foto di archivio, via Corriere – Atac e la truffa dei certificati falsi

L’inchiesta, avviata dall’azienda dei traporti capitolina Atac, ha portato alla luce una truffa legata a centinaia di certificati di malattia falsi presentati dagli autisti con lo scopo di restare a casa da lavoro. L’indagine ha portato alla luce numerose certificazioni tutte recanti lo stesso timbro: quello di un medico pediatra arabo. Anche se, riportano le fonti, la grafia sui fogli spediti all’azienda non è sempre la stessa. Per questo gli ispettori della municipalizzata romana hanno richiesto alla società di effettuare ulteriori accertamenti, che si intensificheranno con una perizia calligrafica affidata a un pool di esperti esterni. Della truffa, si apprende, è stata già informata anche la Procura della Repubblica.

Avviata perizia calligrafica, 20 dipendenti a rischio licenziamento

A seguito di tutta una serie di controlli effettuati sui documenti e certificati archiviati nella sede di via Prenestina, gli ispettori hanno notato subito che qualcosa non andava. Nonostante la firma, il timbro riconducibile sempre allo stesso medico, i certificati dei dipedenti fatti pervenire all’azienda per malattia, non sono stati compilati dalla stessa persona. Il sospetto, allora, è che gli autisti coinvolti in questa truffa abbiano sfruttato la compiacenza di un pediatra arabo per ottere dei permessi retribuiti non dovuti. Oppure, si sospetta che gli stessi dipendenti possano essere entrati in possesso del blocchetto di referti da compilare a seconda delle esigenze – inventando, allora, le malattie dei figli.

Questo perché, a differenza di quanto avviene con i certificati di malattia dei lavoratori, nel caso in cui a star male sia il figlio di un dipedente, il documento non viene inviato attraverso un sistema informatizzato, ma viene ancora consegnato a mano. La truffa pare riguardi 20 dipendenti, anche se i certificati firmati dal misterioso pediatra sono molti di più – un centinaio, viene riportato. Con i responsi che la perizia calligrafica offrirà all’azienda, partirà con buona probabilità una serie di licenziamenti – come accadde l’anno scorso, per un caso analogo, a 7 dipendenti.


POTREBBE INTERESSARTI ANCHE


La truffa dei certificati medici, in questo senso, si ricollega al grave fenomeno dell’assenteismo che da anni dilaga tra i conducenti dell’Atac. Tanto che questo 2020 ha già segnato l’ennesimo record negativo. Nel primo trimestre sarebbe il 16,8% dei dipendenti ad essere rimasto a casa, e circa un lavoratore su dieci (ovvero il 9,8%) avrebbe presentato un certificato medico per saltare il turno. Tendendenza che si è riconfermata anche nel secondo trimestre, con un assenteismo che ha visto un boom di permessi da 104 (dopo l’entrata in vigore dei congedi da Covid).