Gabriel Garko la vera storia a Verissimo : “Non potevo perché”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:26

Gabriel Garko dopo la sua partecipazione al Grande Fratello Vip ha deciso di non nascondersi più e quindi raccontare la sua vita com’è oggi, nascondendosi dai paparazzi e cercando di mostrare poco di sé ai giornali del gossip.

Gabriel Garko la vera storia a Verissimo – MeteoWeek

Oggi Gabriel Garko ha deciso di uscire allo scoperto e parlare del vero sé e di quello che è stato il dolore che per anni ha vissuto, mostrando una persona che in realtà non era solo perché tutto ciò che gli altri vedevano in lui erano solo un’apparenza.

L’attore, dunque, ha preso in mano la sua vita e affrontare ciò che ha sempre taciuto raccontando a Silvia Toffanin ospite di Verissimo.

Verissimo – MeteoWeek

“Ho avuto la mia prima vera storia…”

Ebbene sì, anni dopo il sospetto, i rumors e il gossip ecco che Gabriel Garko ha deciso di aprire il suo cuore e parlare davvero per la prima volta della sua vita lontano dalle telecamere.

L’attore, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, ecco che si racconta dicendo:

“Ho avuto la mia prima vera storia d’amore con un ragazzo di nome Riccardo. Sono stato con lui undici anni. Quattordici anni fa ho rotto gli schemi e mi sono preso una casa lontano da tutti. Io e Riccardo vivevamo insieme, ma era una situazione falsata. Quando venivano a cena gli amici, poi lui alla fine della serata faceva finta di andare via per poi tornare. Quando uscivamo o andavamo in vacanza eravamo sempre in gruppo”.

Silvia Toffanin Verissimo – MeteoWeek

La verità di Gabriel Garko

Il silenzio negli studi di Verissimo comincia a essere molto importante, mentre Gabriel Garko racconta la sua vita.

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Gabriel Garko – MeteoWeek

L’attore a Silvia Toffanin racconta di essere stati finalmente sé stesso e che adesso lo è ancora di più, ma senza più il peso di una verità che deve soffocare:

“Sono stato talmente tanto sul set che alla fine mi sono messo addosso un personaggio. Se hai un certo orientamento non puoi fare questo mestiere, il sistema te lo impone e quindi devi far finta di averne un altro. All’inizio l’ho preso come un gioco, poi giocando mi sono trovato dentro una macchina che mi ha incastrato e il gioco non è poi più stato così divertente. Ma oggi mi sono tolto la maschera, anzi lo scafandro. Finalmente da tre anni e mezzo a questa parte, stando lontano dal set, ho avuto la possibilità di stare dentro la mia pelle. Ho capito che non stavo più bene e quindi ho avuto bisogno di uscirne”.