Perché il terrore vince sempre. Ragione e risvolti per cui la paura fa comodo a questo Governo.

Editoriale del direttore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:01

Il giornalismo sensazionalistico, non solo in Italia, ha sempre avuto un ritorno da parte del lettore molto significativo. La prassi è vecchia quanto il cucco ma ha conservato nei decenni una sua indubbia efficacia, nonostante spesso cozzasse palesemente con la verità dei fatti.

Buonanotte all'Italia Federico Vespa Giuseppe Conte coronavirus

Il Coronavirus e l’informazione fatta su quello che, comunque la si pensi, resterà per sempre storia nefasta del mondo è l’esempio perfetto del terrorismo/sensazionalismo che nel nostro paese è diventato pane quotidiano. Allarmisti costanti da una parte, negazionisti convinti dall’altra e in mezzo un barlume di normalità rappresentato semplicemente da un’onesta lettura dei numeri. Nessuno dimentica il rumore delle sirene delle ambulanze, continuo e costante che specie a Bergamo e zone limitrofe non cessava mai; come nessuno dimentica le emergenze dei posti mancanti in terapia intensiva, grazie anche a tagli continui e costanti che dal 1997 a pochi anni fa sono stati fatti dai vari governi alla sanità. Correvano i mesi di marzo e aprile 2020, con avvisaglie palesi e mal gestite da Conte e soci a fine gennaio e per tutto il mese di febbraio, ma non è il momento delle polemiche politiche retrodatate.

direttore MeteoWeek Federico Vespa

Il paese resta chiuso tre mesi, l’economia crolla, le casse integrazioni promesse non arrivano se non con mesi di ritardo, le povere partite iva campano con 600 euro una tantum e lo smart working piace sempre di più. I virologi, quelli veri e non a caccia di posti nei comitati tecnico scientifici o salotti televisivi di primissimo livello, sostengono che in estate il virus perderà quasi tutta la sua carica virale, i contagi saranno fra l’ 1 e l’1,5 per cento sui tantissimi tamponi che finalmente nel frattempo verranno effettuati. Giulio Tarro, Matteo Bassetti, Alberto Zangrillo, non proprio dei pivelli del campo, sposano tutti la stessa teoria che puntualmente si verifica ed è qui che, drammaticamente, prima prendiamo coscienza di quanto ormai questo sia un ex bel paese dal punto di vista politico e meglio è.

Non si pensa a quando e come far ripartire l’economia, agevolare specie le piccole e medie imprese dilaniate dal covid, dare incentivi su incentivi per aprire piccole attività o in soccorso di ristoratori, negozianti e responsabili di esercizi di vario genere: insomma non si pensa a cercare di rendere un pochino meno dolorosa una ferita economica comunque senza precedenti e impossibile da curare totalmente, ma si fa il contrario.

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Quotidiani che parlano di picco di contagi perché ci sono 1200 positivi (quasi tutti asintomatici) su 92000 tamponi effettuati: ma si dai, meglio lasciare a casa le basiche nozioni di matematica che servirebbero per capire quanto siano ridicoli questi numeri; più giusto invece terrorizzare la gente, invogliarla a stare a casa così l’economia gira che è una bellezza, obbligarla come nel caso del Lazio per decisione scellerata del suo governatore Zingaretti, ad indossare la mascherina anche mentre si cammina per strada e pure se si è soli. Il tutto per 250 contagiati su una regione di quasi 6 milioni di abitanti. Infine, il premier Conte e il suo governo che sa benissimo quanto possa far comodo allungare lo stato di emergenza per mille motivi politici, lo proroga fino al 31 gennaio 2021, nonostante numeri che fanno sorridere e incuranti del fatto che l’Italia sta messa cento volte meglio di altri paesi per numero di contagi.


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Non si sorride, non si pensa positivo, si continua a cercare di far piangere e qui, togliendoci tutti il prosciutto dagli occhi prendiamo atto che, con questa classe politica, siamo un paese finito.