Renzi: “Conte non è in discussione, ora la palla passa al Pd”

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Il leader di Italia Viva “investe” Zingaretti o Orlando di un compito importante. Renzi incalza così: “Il tavolo per decidere che fare è un dovere morale verso il Paese”.

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Matteo Renzi parla del futuro del Governo – meteoweek.com

Matteo Renzi ne è consapevole: “La crisi economica dovuta al Covid durerà ancora minimo un anno“. In ogni caso il leader di Italia Viva, intervistato dai colleghi di Repubblica, ha voluto proporre una soluzione per portare avanti l’esecutivo. L’ex premier sostiene che bisogni mettersi al lavoro al più presto per rendere più solido l’attuale governo. E invita: “Mettiamoci attorno a un tavolo, in un eremo o a Palazzo Chigi, non importa. Purché alla fine di lì si esca con le scelte finali su lavoro, Mes, Autostrade, Ilva, Recovery Fund, legge elettorale, infrastrutture. E quel patto poi si scolpisca nella pietra“.

Secondo Renzi, è necessario che l’attuale maggioranza di Governo si dia da fare. Anche perchè per il momento, la sensazione è che si vada avanti solo per opporsi al nemico politico. Un nemico che al momento ha le sembianze della Lega: “Non possiamo andare avanti di emergenza in emergenza solo contro Salvini. O si fa il salto di qualità ora, o mai più“. Il leader di Italia Viva ribadisce che Conte non è in discussione. Anzi la sua leadership come capo dell’attuale Governo va rafforzata, ma solo con l’aiuto di tutte le forze in campo.

Motivo per cui Renzi fa capire quanto è importante l’apporto che il Partito Democratico deve portare alla causa del Governo. “Il tavolo per decidere che fare è un dovere morale verso il Paese – sostiene l’ex capo del Governo – . Decidere chi deve fare quelle cose, rafforzando eventualmente la squadra, è conseguenza, non premessa, del tavolo politico. La questione riguarda soprattutto la leadership del Pd. Se il segretario Zingaretti accettasse di entrare al governo la maggioranza sarebbe più forte“. Dunque Renzi invita il suo ex partito a spingere il piede sull’acceleratore.

E fa anche i nomi dei promotori di questa spinta, ovvero il segretario Zingaretti oppure il suo vice Orlando. Renzi ammette che non sarebbe un problema parlare di contratto di governo, così com’è accaduto per il precedente esecutivo: “Non ho paura a usare questa espressione. Il problema del Conte 1 non era l’idea del contratto, ma il suo contenuto. Bisogna cambiare i decreti sicurezza, bene la svolta di Conte su quota 100, ottimo il nuovo posizionamento in Europa dietro alla Merkel e non ai gilet gialli“. Ma ci sono altri aspetti da curare per rafforzare l’attuale Governo.

Come la gestione del reddito di cittadinanza, che negli ultimi giorni è finito al centro dei riflettori. Secondo il fondatore di Italia Viva, questo provvedimento dovrà cambiare. A partire da chi non lo sta facendo funzionare nella maniera giusta, come ribadisce Renzi: “Se non vogliono cancellare subito il reddito di cittadinanza iniziamo col rimandare a casa Mimmo Parisi, il capo di Anpal. Lui è il responsabile del fallimento dei navigator: rimandiamolo di corsa in Mississippi. Se serve – tuona l’ex premier – gli pago il biglietto aereo purché sia solo andata“.

Ma c’è chi sostiene che, sotto sotto, Matteo Renzi starebbe ripensando a un clamoroso rientro nel Partito Democratico. In particolare, a lasciarselo scappare di bocca è stato il governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini. L’ex premier, però, rispedisce al mittente questi rumors: “La strada oggi è lavorare insieme, per fare le scelte giuste in risposta alla crisi. Abbiamo bisogno di fare un viaggio per due anni e mezzo nella stessa carrozza, dico ‘organizziamoci’. Perché gli altri staccherebbero dalla locomotiva europea il vagone italiano. È il momento di mettere da parte le ripicche ed essere patrioti. Chi dice no, diserta“.

Matteo Renzi – meteoweek.com

Anche perchè ci sono cose più importanti a cui pensare. Tra queste c’è senza dubbio il ricorso al Mes, che secondo il leader di Italia Viva è un passaggio imprescindibile. “Se diciamo che siamo in emergenza allora non possiamo rinunciare al Mes: è logica, prima ancora che politica. Ma più in generale serve un comune approccio sui fondi europei, anche Sure e Recovery Fund. Qualcuno ignora che questi soldi ci sono solo se facciamo progetti e riforme? Che stiamo aspettando? Riuniamo questo tavolo e partiamo. Il tavolo ci servirà anche per l’individuazione del candidato presidente della Repubblica tra 15 mesi“.

Renzi ha anche fatto le carte all’attuale situazione politica italiana. E ha sottolineato che le forze di maggioranza sono quelle che, risultati elettorali alla mano, hanno il maggiore ascendente sul popolo: “Zingaretti ha vinto le Regionali, Di Maio ha vinto il referendum, Conte è il capo del governo. E noi siamo decisivi al Senato. Questa è la realtà“. E sul suo rapporto con il Movimento 5 Stelle, Renzi glissa con eleganza: “Noi e il Movimento siamo “amici per errore”, come canta Tiziano Ferro: faccio i conti con la realtà, è così che si fa politica“.

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Tra gli ultimi passaggi dell’intervista, si parla anche di legge elettorale. E Renzi svela la posizione del suo partito: “Italia viva preferisce il maggioritario: collegi, doppio turno e sapere il giorno delle elezioni chi ha vinto. Se però vogliono il proporzionale non facciamo le barricate e va benissimo il 5%“. E sull’andamento di Italia Viva, l’ex premier non crede che le cose stiano andando così male: “Abbiamo preso il doppio di quello che ci davano i sondaggi: il 5% anziché il 2.5. Un buon inizio. Ma già dalle amministrative del 2021 vogliamo fare meglio dei Cinque Stelle e diventare il secondo partito della coalizione“.