Vanessa Incontrada vittima di se stessa | Manipolazione o lotta al body shaming? | Non si è pronti alla verità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:20

Vanessa Incontrada negli ultimi giorni sta ricevendo consensi e dissensi per la copertina su ‘Vanity Fair’, che la ritrae totalmente nuda. Il messaggio celato nella foto è chiaro ma ovviamente poco interessante ai più: abolire il body shaming, normalizzare le forme femminili di qualsiasi età e peso e soprattutto dare una stoccata alle numerose critiche che ha ricevuto la stessa conduttrice per il suo corpo.

 

 

La discussione che si vuole intraprendere non verterà in nessun modo sulla bellezza o meno di quelle curve, dato che si parte già con la convinzione che le donne siano belle in qualsiasi fase della vita e soprattutto con qualsiasi peso, ma se dietro quella foto ci fosse un vero e proprio atto rivoluzionario, una decostruzione dell’immagine femminile oppure una mera manipolazione della storia di Vanessa Incontrada per incrementare le vendite del famoso giornale. Siamo di fronte ad un altro caso ‘Armine Harutyunyan’, la modella di Gucci?

Tutto ciò che agita discussioni, divide i pensieri, che ci suscita sgomento inevitabilmente crea interesse e lo sanno molto bene i ‘signori’ del marketing, che avrebbero potuto scegliere qualsiasi modella per gridare il Body positive, eppure hanno scelto la bella spagnola reduce dagli insulti postpartum e da una storia di body shaming.

Questo non vuole minimizzare il dolore e le battaglie di Vanessa Incontrada per l’accettazione del proprio corpo, le fa solo onore. Stranamente però ogni articolo, ogni trasmissione non si focalizza sul pensiero positivo di quella copertina ma su chi si schiera con o contro la conduttrice. E’ avvilente come tante volte venga strumentalizzato un concetto, che punta ad abolire canoni estetici, che vuole aiutare le donne ad amare loro stesse e ad accettare le diversità. E’ avvilente che ci si soffermi sul mezzo, in questo caso l’Incontrada, dandole della vittima e giudicandola per la foto, invece che sul fine, ossia sentirsi bene nella propria pelle. Forse non si è pronti alla verità, o si preferisce non vederla, fatto sta che ancora una volta quei cosiddetti ‘signori’ sono riusciti nell’intento e la copertina di ‘Vanity Fair’ ha riscosso molto successo. Alla fine è pur sempre una bella foto.