Coronavirus, Roberto Gualtieri esclude categoricamente un nuovo lockdown

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:43

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri esclude un nuovo lockdown, che avrebbe un costo insostenibile per le sorti del Paese. 

“Escludiamo nuovi lockdown”. A dirlo, a RaiNews24, è il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. L’affermazione sembrerebbe far tirare un sospiro di sollievo a quanti in queste ore guardano con allarme l’aumento dei nuovi contagi. Contagi che oggi sono ben 2.257, con 16 decessi e un aumento delle terapie intensive di 20 unità. I ricoverati nei reparti a rischio salgono quindi a 323. I ricoveri, invece, sono in totale 3.487, con un aumento di 200 unità nelle ultime 24 ore. L’obiettivo, afferma Gualtieri, è piuttosto quello di contenere l’aumento dei nuovi contagi. Per farlo, dice, c’è bisogno di nuove misure. Misure in arrivo del nuovo Decreto in arrivo, probabilmente, mercoledì. “Dobbiamo fare tutti gli sforzi in questa fase per contenere il virus nella seconda ondata”, ribadisce il Ministro, per evitare soprattutto una nuova chiusura che potrebbe avere conseguenze disastrose.

“Il lockdown? Un costo che nessuno può permettersi”

A fargli eco, il Ministro della Salute Roberto Speranza che, qualche giorno fa, aveva ribadito la ferma volontà del Governo di escludere nuovi lockdown. A “Mezz’ora in più“, Speranza ha chiarito che una chiusura generalizzata, come quella già affrontata a marzo, ha un costo sociale ed economico che nessuno può al momento permettersi. Ma, a prescindere, ciò che accadrà nelle prossime settimane dipende da ognuno di noi e noi cittadini siamo nuovamente chiamati ad ulteriori sforzi. “Non c’è una linea, un numerino da mettere oltre il quale scatta il lockdown”, ha detto Speranza, chiarendo che da valutare ci sono diversi fattori come il numero di posti delle terapie intensive, l’età media dei contagiati, la gravità delle situazioni, i decessi. Una delle ipotesi, ormai diventata certezza, è l’obbligo delle mascherine nei luoghi aperti. Ciò che va evitato, insomma, è raggiungere il livello degli altri Paesi europei, idea probabile dal momento che siamo in una fase di crescita significativa del contagio.

Per questo, da Palazzo Chigi arrivano i primi timori e le prime strette anche se, chiariscono i più ottimisti, i numeri sono ancora sostenibili e specie le scuole – fa eco Lucia Azzolina – non sono ancora focolai di nuovi contagi. D’altro canto, gli occhi di Gualtieri sono ora puntati sul negoziato europeo, quello per uscire dalla crisi. Fondi che basteranno appena per uscire mezzi morti e mezzi vivi dalla chiusura dei mesi precedenti ma che non basteranno affatto, conclude, a supportare altri danni. Danni insostenibili. Per ora, comunque, un nuovo lockdown si esclude. E noi ci crediamo, ancora per poco.