Omicidio di Lecce, Antonio ha fatto un passo falso su whatsapp

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:14

Tra i contatti sul telefono dell’arbitro la foto di Antonio, prima visibile, è scomparsa dopo il 24 settembre: come mai?

Omicidio di Lecce, Antonio ha fatto un passo falso su whatsapp
Omicidio di Lecce, Antonio ha fatto un passo falso su whatsapp – meteoweek

Antonio De Marco ha confessato: l’omicidio di Lecce ha un volto, un nome e (forse) anche un movente. I sospetti intorno a lui hanno iniziato ad addensarsi dopo aver visionato le telecamere di sicurezza dello stabile dove vivano i due ragazzi barbaramente uccisi quella notte. Non solo: a inchiodarlo un passo falso su whatsapp. Una foto prima visibile e poi scomparsa. «Non essendo stato rinvenuto alcun segno di effrazione né sul portone dello stabile, né sulla porta di ingresso dell’abitazione delle vittime — si legge nell’ordinanza di custodia cautelare — era ragionevole ritenere che l’assassino si fosse introdotto nell’appartamento facendo uso delle chiavi: ciò che, per l’appunto, lasciava ipotizzare che l’autore del delitto potesse essere proprio uno degli inquilini. La circostanza che l’aggressione avesse avuto inizio nella cucina dell’appartamento induceva, invero, ad escludere l’ipotesi che le vittime avessero aperto la porta all’assassino: più logico ipotizzare che l’assassino si fosse introdotto nell’appartamento sorprendendo le due vittime ed aggredendole».

Antonio De Marco: il passo falso su Whatsapp

A insospettire gli inquirenti il fatto che «Accedendo all’applicazione Whatsapp, mentre il 24 settembre 2020 la foto profilo di De Marco risultava visibile, il 28 settembre 2020 la foto non risultava più visibile, segno – come è notorio — che De Marco aveva cancellato (o bloccato) De Santis dai propri contatti, ovvero aveva cancellato la sua foto/profilo». Un passo falso che non è passato inosservato agli occhi degli inquirenti e che ha contribuito a supportare l’ipotesi di fuga di Antonio che ha portato a far scattare il fermo lo stesso 28 settembre, a una settimana dall’omicidio. Il ragazzo ha poi confessato. Il resto è storia. Rimangono molti dubbi sul movente dell’omicidio.

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Le richieste di De Nardo in carcere

A far rabbrividire sono i post pubblicati sui social dal killer che parla di vendetta ma senza che sia chiaro per questo da cosa fosse alimentato il sentimento di odio che ha guidato la sua mano. In carcere, intanto, il killer ha fatto sapere ai suoi genitori di aver bisogno di abiti e un libro di preghiere. Secondo quanto riportato dal Quotidiano di Puglia Antonio De Marco, il 21enne che ha confessato l’omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, nella prima conversazione con i genitori avrebbe chiesto questo. Lo studente di Scienze infermieristiche, in carcere a Lecce dopo il fermo e la convalida, potrà ricevere la visita dei parenti. Del resto De Marco non vedeva i parenti da prima del duplice omicidio e anzi, come scrivono gli inquirenti, aveva iniziato a farsi negare persino al telefono dopo l’omicidio probabilmente nel tentativo di tagliare i ponti e cercare una via di fuga prima che gli inquirenti lo potessero catturare.