Coronavirus, Sileri guarda alla Francia e propone di ridurre la quarantena a 7 giorni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:09

Dopo le polemiche con il Cts, il Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri propone di ridurre i giorni di quarantena per i contatti Covid.

Ridurre la quarantena da contatto da Coronavirus a 7 giorni, massimo dieci. E’ questa l’ultima proposta del Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. “Non mi riferisco alla quarantena dei positivi al Covid che a esempio è stata ridotta a 7 giorni in Francia, ma a quella dei contatti dei positivi”, ha affermato Sileri a Il Sole 24 ore, suggerendo così una riduzione dell’attuale durata di 14 giorni di isolamento per tutti coloro che entrano in contatto con positivi da Covid. L’arco di tempo, infatti, sarebbe troppo ampio e la quarantena obbliga migliaia di italiani a restare chiusi in casa, nonostante molti di questi non hanno contratto il virus.

La situazione, per quanto riguarda l’andamento dei contagi, non è comunque delle migliori. “Se ci sono oltre 3 mila positivi in un giorno bisogna moltiplicare questo numero almeno per 5 se non per 10 per arrivare a stabilire quanti possono essere i contatti, tra familiari stretti o conoscenti frequentati nelle ultime 48 ore, che devono restare in casa in isolamento per due settimane”, ha osservato il viceministro. Proprio per questo, c’è bisogno di studiare una riduzione del periodo di quarantena, in quanto – tra l’altro – l’incubazione del Covid durerebbe da un minimo di 4 ad un massimo di 6 giorni. All’inizio dell’epidemia, invece, si ipotizzavano più giorni di incubazione del virus. Insomma, dice Sileri, dopo 7 o 10 giorni le persone potrebbero essere libere, ovviamente dopo aver ricevuto il risultato negativo di un tampone. “A quel punto mi sembra giusto liberarli anche perché se aumenteranno i contagi come sembra gli italiani in queste condizioni saranno sempre di più”, ha concluso Sileri.

“Necessario rivedere alcune scelte”

Infine, qualche parola sulla polemica con il Cts che lo ha visto coinvolto negli ultimi giorni. “Nessuna polemica con il Cts a cui spetta assolutamente l’ultima parola a livello scientifico, però visto che dovremo convivere per mesi con il Covid potrebbe essere necessario rivedere alcune scelte proprio alla luce di quello che abbiamo imparato in questi mesi”, ha aggiunto. Intanto, ha assicurato che chiusure generali non ci saranno, come confermato anche dal Ministro Roberto Speranza e da Giuseppe Conte. È però possibile che servano chiusure “chirurgiche”, dove l’epidemia è fuori controllo. “Dubito che riguardino una intera Regione se tutti osserveremo le regole, piuttosto potrebbero essere chiuse delle aree, degli uffici, dei quartieri”, ha concluso.