Covid, Donald Trump ha la cura: “Il Regeneron sarà gratis per tutti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:24

Donald Trump ha dichiarato di essere stato curato dal Covid-19 dal trattamento sperimentale a cui è stato sottoposto in ospedale: “Voglio il Regeneron gratis per tutti”. Si attende un’accelerazione sulle autorizzazioni d’emergenza per la terapia.

Covid, Donald Trump sul Regeneron
Donald Trump annuncia l’efficacia del Regeneron – fotogramma tratto dal video

Il presidente americano Donald Trump è comparso in un video pubblicato qualche ora fa sul suo account Twitter, apparendo alla nazione in apparente ottima forma. Si ricorda, infatti, che Trump è attualmente positivo al Covid-19, ed è stato temporaneamente ricoverato in ospedale per tenere a bada i sintomi che l’infezione è in grado di scatenare. Proprio partendo da questo episodio, però, il presidente ha annunciato la sua intenzione di promuovere, in via del tutto gratuita, l’uso del trattamento sperimentale Regeneron.

Si tratta, racconta il presidente, di un cocktail antivirale con cui è stato “curato” durante il suo ricovero ospedaliero, e una terapia che gli ha permesso di “tornare nel pieno delle sue forze” in sole “24 ore”. “Una benedizione di Dio“, come spiega Trump, che dice di essersi sentito “incredibilmente bene immediatamente” dopo poche ore dalla prima somministrazione.

La promozione della cura al Covid in campagna elettorale

Ciò che il presidente sta spingendo, dopo aver avuto l’ennesimo stop dal fronte dei vaccini, è probabilmente quello di promuovere una “cura al coronavirus” (come la definisce lui stesso nel video) in grado, forse, di fargli ottenere consensi in campagna elettorale. Questo poiché in effetti, spiega il New York Times, non ci sono prove che il trattamento Regeneron sia stata la vera ragione per la sua presunta “guarigione”.

Sono stati i suoi stessi medici, tra l’altro, a confermare che il presidente è stato sottoposto anche ad altri tipi di trattamenti con farmaci diversi – e tra questi il remdesivir, medicinale di cui scientificamente è stata dimostrata l’efficacia contro il coronavirus. E tra gli esperti, il dottor Peter Chin-Hong, specialista in malattie infettive presso la U.C.S.F. Health di San Francisco, ha spiegato senza mezzi termini che non esiste alcuna possibilità che il trattamento Regeneron abbia potuto curare il presidente in appena 24 ore.

regeneron

Molto più probabile, invece, è che Trump sia ancora sotto l’effetto dello steroide desametasone, che gli viene somministrato già da sabato e che è noto per alcuni suoi effetti particolari: riduzione degli stati febbrili, e sensazione di benessere ed euforia innescata nei pazienti.

Eppure, nel suo video Dondald Trump è stato estremamente chiaro: “Mi sono sentito bene subito, è incredibile come funzioni. Voglio per voi quello che ho avuto io e lo renderò gratis, non voglio che paghiate per una colpa non vostra, la colpa è della Cina e pagherà un grande prezzo“. E ha aggiunto, tra l’altro, che sono già sul tavolo le carte dell’autorizzazione all’uso del medicinale in stato d’emergenza.


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Le autorizzazioni all’uso del trattamento

Il Regeneron (REGN-COV2), della Pharmaceuticals Inc., è un cocktail anticorpale sperimentale prodotto in laboratorio adatto sopratutto nei trattamenti della fase precoce della malattia. Attaccando il virus mentre è in circolo nell’organismo, si tratta di un prodotto di biotecnologie simile per funzionamento a quello sviluppato dall’industria Eli Lilly, che offre appunto un altro candidato estremamente promettente per la cura al Covid-19. Proprio su questo genere di trattamenti terapeutici, allora, il presidente USA vuole puntare il tutto e per tutto.


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Già nella giornata di martedì scorso, la Eli Lilly aveva inviato formalmente alla Food and Drug Administration statunitense la richiesta di consenso all’uso di emergenza del suo anticorpo sperimentale. Il tutto, portando in evidenza i primi risultati della sperimentazione del farmaco, che suggeriscono un’effettiva riduzione dei sintomi del Covid-19. Anche Regeneron ha però avanzato la stessa richiesta. Nel caso di una risposta positiva da parte della FDA, Eli Lilly potrebbe rendere disponibile fino a 1 milione di dosi della sua terapia già nell’ultimo trimestre del 2020 (con 100.000 dosi disponibili a partire da ottobre), mentre Regeneron parla di 50.000 dosi già pronte e altre 300.000 disponibili entro i prossimi mesi.