Pakistano in questura per richiedere asilo, arrestato per violenza su minore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:11

Si presenta spontaneamente presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Pordenone per richiedere asilo, ma viene arrestato.

Pakistano in questura per richiedere asilo, arrestato per violenza su minore
Pakistano in questura per richiedere asilo, arrestato per violenza su minore – meteoweek

Una storia che ha davvero dell’incredibile: un pakistano si è presentato spontaneamente presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Pordenone per richiedere asilo e fare domanda ma viene arrestato per violenza sessuale su un minore e portato in carcere a Treviso. Protagonista ieri un cittadino pakistano 30enne condannato in via definitiva a 1 anno  e 9 mesi di reclusione perché responsabile di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina con meno di 14 anni commessa il 14 aprile 2014 in provincia di Ancona, con sentenza divenuta definitiva nel novembre 2015. Secondo una prima ricostruzione il pakistano a bordo di un autobus in evidente stato di alterazione avrebbe iniziato a molestare l’autista del mezzo e poi la ragazza, palpeggiandole le parti intime.

La piccola era rimasta sconvolta. L’uomo era stato arrestato, quindi dopo alcuni mesi di custodia cautelare in carcere, era tornato in libertà e aveva lasciato l’Italia: il personale della Questura ha ricostruito gli spostamenti, verificando come a carico del pakistano risultassero controlli in Germania tra il 2015 ed il 2016.

La sentenza per la violenza sessuale è diventata definitiva nel novembre 2015 e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona nel maggio del 2019 ha emesso l’ordine di cattura ma l’uomo era scomparso. Ora è stato assicurato alla giustizia.

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Richiedenti asilo in Italia

Dopo la significativa riduzione del numero di richiedenti asilo rilevata nel 2018, Fondazione Ismu segnala che nel 2019 si è registrata un’ulteriore contrazione delle domande di protezione. Nel 2019 sono stati infatti 39mila i migranti che hanno fatto domanda di asilo, il 27% in meno rispetto al 2018, anno in cui le domande pervenute erano state 54mila. I dati del 2020 però potrebbero essere in risalita. È aumentato il numero di domande di protezione che ha avuto esito negativo: nel 2019 esse rappresentano il 65% (contro il 58,6% del 2018), quindi più di due terzi delle persone che hanno chiesto asilo nel nostro paese l’anno scorso non ha ottenuto nessuna forma di protezione (pari a 62mila persone). Relativamente alle nazionalità, nel 2019, gli esiti negativi alle domande di asilo presentate riguardano soprattutto cittadini provenienti da: Gambia (81% di dinieghi), Bangladesh (79%), Senegal (78%) e Ucraina (74%).

Tra i paesi con il più alto tasso di riconoscimento di una forma di protezione – e quindi con la più bassa percentuale di dinieghi – vi sono il Venezuela (solo il 2,5% di domande respinte), l’Iraq (16%) e El Salvador (40%). C’è da chiedersi cosa sarebbe successo se non avesse avuto un carico pendente cosa sarebbe successo alla sua domanda presentata in questura regolarmente. Oggi l’uomo, dopo aver molestato la giovane, è stato finalmente assicurato alla giustizia e sconterà la pena che gli verrà assegnata.