Sovranisti a Roma, il 10 ottobre la “Marcia della Liberazione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:04

Il prossimo 10 ottobre arrivano i sovranisti a Roma e in una manifestazione a San Giovanni illustreranno i loro obiettivi.

Sovranisti a Roma, il 10 ottobre la "Marcia della Liberazione"
Manifesto della Marcia della Liberazione. Credit: marciadellaliberazione.it

La “fine del neoliberismo”. È questo l’obiettivo degli organizzatori della “Marcia della liberazione”, stando a quanto è riportato sul loro sito ufficiale. La manifestazione, in programma a Roma per il prossimo sabato 10 ottobre, si svolgerà dalle ore 14:00 in piazza San Giovanni. Si tratta della riunione di un gruppo di sovranisti, come conferma anche il titolo dell’invito a partecipare all’evento: “Lavoro Reddito Sovranità Democrazia”.

I promotori

La “marcia” è stata promossa dal filosofo Diego Fusaro, dal fondatore dell’associazione Aleph PNL Umanistica Integrata Mauro Scardovelli, dai giornalisti Tiziana Alterio e Glauco Benigni, da Moreno Pasquinelli, dallo scrittore Francesco Toscano e dalla deputata Sara Cunial, conosciuta negli ambienti del negazionismo sul Covid per aver tentato di baciare un giornalista di PiazzaPulita che indossava la mascherina durante una manifestazione di no-mask.

Sovranisti a Roma, il 10 ottobre la "Marcia della Liberazione"
Diego Fusaro, filosofo, nel video promozionale della Marcia della Liberazione. Credit: marciadellaliberazione.it

Le parole d’ordine dell’organizzazione

Il motto è “più Stato, meno mercato“, e si pone l’obiettivo di sradicare il governo giallorosso per applicare “la Costituzione del 1948“. Lo dichiarano gli ideatori della manifestazione sul sito: “Governi e classi dirigenti – si legge online – ci avevano assicurato che lasciando fare i mercati avremmo avuto un Paese più giusto e democratico in un’Europa unita e solidale. Il risultato, a distanza di 30 anni, è sotto gli occhi di tutti: l’Unione europea sta andando in pezzi e l’Italia è sull’orlo del baratro. Al disastro economico portato dalla pandemia del Covid-19 le risposte del governo e dell’Unione Europea sono state deboli e incapaci di affrontare il dramma sociale ed economico che stiamo tutti attraversando”.

Sovranisti a Roma, il 10 ottobre la "Marcia della Liberazione"
Rosita Celentano, conduttrice televisiva, nel video promozionale della Marcia della Liberazione. Credit: marciadellaliberazione.it

L’Italia, secondo i sovranisti, sarebbe posta davanti a un bivio: “perire o risorgere imboccando la via della libertà e della rinascita! Il popolo italiano vuole risorgere e non procederà al buio perché la stella polare è la Costituzione del 1948”, scrivono ancora i promotori nell’introduzione ai punti fondamentali dell’organizzazione.

I punti della manifestazione

Poi viene elencata una serie di “vogliamo“: prima di tutto uscire dall’Euro, e ottenere così “una moneta sovrana in uno Stato sovrano”. Poi studiare “un piano di investimenti e per il lavoro che debelli la disoccupazione” e favorire “l’aumento dei salari ed un reddito minimo di 1.000 € per disoccupati, cassintegrati e partite iva”.

E ancora, i sovranisti vorrebbero “difendere le piccole aziende, con un 2020 tax free in vista di una radicale e più equa riforma fiscale”, “uscire dalla trappola del debito, sia nazionalizzandolo che con una moratoria nei confronti della finanza speculativa” e avere “il controllo pubblico del sistema bancario e la nazionalizzazione delle grandi aziende strategiche”.

Sovranisti a Roma, il 10 ottobre la "Marcia della Liberazione"
Invito a partecipare alla Marcia della Liberazione. Credit: marciadellaliberazione.it

Non poteva mancare un riferimento al 5G e alla sua presunta ricaduta sulla salute dei cittadini. I sovranisti dunque vorrebbero “una sanità pubblica che tuteli la salute di tutti i cittadini, che garantisca la libertà di scelta terapeutica, unita ad una politica ambientale non di facciata, tesa alla sovranità ed alla sicurezza alimentare, che decreti intanto lo stop al 5G”.

L’ultimo punto cita infine “il diritto allo studio, perché “sia garantito anche ai giovani delle classi popolari”, oltre alla richiesta di “forti ed immediati investimenti sull’edilizia scolastica e per l’assunzione del personale”.

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