Orrore, padre orco: violentava la figlia di due anni e vendeva i filmati online

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:15

Violentava la figlia di due anni e vendeva i filmati online: chiesti 8 anni per il papà pedofilo. La pesante richiesta del pm: chiesto al giudice di non riconoscergli le attenuanti generiche

foto di repertorio – meteoweek.com

Otto anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale aggravata ai danni della figlia di due anni, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. È la pesante condanna che il pm di Venezia, Giorgio Gava, ha chiesto venga inflitta al padre trevigiano, residente nella Pedemontana, accusato di aver venduto online le foto che riprendevano gli abusi sessuali da lui fatti sulla figlia di due anni, immagini poi finite su siti pedopornografici australiani. Di fronte alla gravità del fatto, il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto al giudice di non concedere le attenuanti generiche all’imputato, nonostante non abbia precedenti del genere.

Nel corso del processo, celebrato con rito abbreviato, la difesa ha chiesto l’assoluzione per la detenzione di materiale pornografico non riferito alla figlia. Gli avvocati difensori sostengono che l’uomo non sapeva neppure di averlo scaricato sul proprio computer. Per i reati di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico ha chiesto minimo della pena. Il curatore speciale della bambina, costituitosi parte civile al con l’avvocato Paolo Ciatara, ha chiesto la condanna al risarcimento dei danni provocati, quantificati in tre milioni di euro.

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La polizia australiana accertò la provenienza delle immagini

Fu la polizia australiana, nel 2019, ad incappare in rete in alcuni video scioccanti, nei quali veniva mostrata una bambina di due anni, sottoposta a pratiche sessuali da un uomo. Analizzando le immagini, gli investigatori riuscirono ad isolare alcuni fotogrammi, grazie ai quali si è riusciti a risalire al padre trevigiano. Fondamentale, nella ricostruzione, l’aspetto comunicativo. Nel video parlava in italiano e per un istante si era fatto vedere in viso. In un altro frame, poi, si poteva vedere la targa italiana di un’automobile.

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Dopo l’arresto, l’uomo ha ammesso gli addebiti e quanto gli era stato contestato senza opporre resistenza. Il processo si sta celebrando con rito abbreviato, e dunque l’imputato potrà avvalersi dello sconto di un terzo della pena. Dopo l’arringa difensiva, l’udienza è stata rinviata per la sentenza.