Aumento dei contagi in Italia, Speranza: “Nuova fase, stringere ancora”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:47

Speranza sta partecipando al nuovo Dpcm e rivela che l’aumento di contagi in Italia è in linea con ciò che sta succedendo in Europa.

Aumento dei contagi in Italia, Speranza: "Nuova fase, stringere ancora"
Aumento dei contagi in Italia, Speranza: “Nuova fase, stringere ancora” – meteoweek

L’aumento dei nuovi contagi, anche se meno spaventoso che nel resto dell’Europa non fa presagire nulla di nuovo in Italia. “Il numero dei contagi da noi è cresciuto e ora siamo ad un cambio di fase” ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa. “Il quadro epidemiologico è molto peggiorato in Europa nelle ultime settimane. Il numero dei contagi in Italia è cresciuto ma i numeri da noi sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli di altri paesi. L’Italia non può essere considerata fuori da questo contesto, sarebbe folle. Il numero dei contagi da noi è cresciuto e ora siamo ad un cambio di fase”. C’è grande attesa per la presentazione del nuovo Dpcm. A quali restrizioni dovremo abituarci?

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Aumento dei contagi in Italia, cosa prevederà il novo Dpcm? – meteoweek

“Sarà un cambio di marcia per provare a intervenire con misure che non sono paragonabili a quelle vissute in passato. Sono interventi puntuali su alcuni aree a rischio che possono consentirci di provare a mettere la curva sotto controllo. Dobbiamo farlo subito per evitare di trovarci a dover adottare misure più dure“, aggiunge Speranza.

“Abbiamo un vantaggio sugli altri paesi europei ma non è scontato. Se riusciamo ad alzare il livello d’attenzione – misure del governo, misure delle regioni e soprattutto comportamenti delle persone – possiamo essere in condizione di evitare situazioni più complicate da qui a qualche settimana”, prosegue. Poi aggiunge: “Le norme saranno in vigore su tutto il territorio nazionale, le regioni hanno l’autonomia di varare misure più restrittive. Se invece vogliono fare misure meno restrittive, le regioni devono avere un’intesa con il ministro della Salute che valuterà”.

Il varo di lockdown specifica “è tra le ipotesi in campo se ci dovessero essere situazioni di particolare difficoltà. In questo momento in nessuna delle regioni ci sono condizioni per interventi mirati”, dice. “Nessuno ha la palla di vetro: la diffusione del contagio tra un mese dipende da noi, dalle misure e dal comportamento delle persone. Ad oggi non ci sono condizioni per nessun lockdown territoriale“. Una chiusura parziale potrebbe essere la soluzione migliore per non danneggiare ulteriormente l’economia. Il Governo ha sempre smentito la possibilità che ci possa essere un secondo lockdown, tuttavia nelle ultime ore il Comitato tecnico scientifico (CTS) ha elaborato un documento nel quale viene citata questa possibilità. Un documento che contiene le indicazioni su come combattere la seconda ondata della pandemia da COVID-19 e che per il momento non è ancora ufficiale in quanto dovrà essere sottoposto all’approvazione della Conferenza Stato Regioni. Cosa bisogna aspettarsi? Ai posteri l’ardua sentenza.